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Covid-19, la lettera del cardinale Duka ai giovani cechi

Non dimenticate di pregare per i vostri genitori, gli insegnanti, i nonni, gli amici e per tutte le persone che vi sono care: questa la raccomandazione contenuta nella lettera dell'arcivescovo di Praga

Roberta Barbi - Città del Vaticano

La lettera del cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga e Primate della Repubblica Ceca, inviata attraverso il sito della Conferenza episcopale ceca a tutti i giovani del Paese nel giorno della solennità dell’Annunciazione del Signore, parla anche di questo eccezionale tempo di Quaresima con l’epidemia da Coronavirus. Una lettera che vuole essere anche un ringraziamento per la pazienza e per il contributo dei giovani alla società, quella del porporato, che ripercorre così la situazione in cui ci troviamo: “Alcune settimane fa le nostre vite sono cambiate di giorno in giorno. Nessuno se lo aspettava, nessuno era preparato a questo. Eravamo abituati a vivere in un tempo libero e sicuro, in cui potevamo andare dove volevamo e in cui potevamo vedere le persone che amiamo ogni volta che volevamo, in cui potevamo viaggiare liberamente. Ebbene, ora le scuole sono chiuse, non puoi andare al cinema e non puoi vedere gli amici come una volta. Ti hanno anche detto di non andare a trovare tuo nonno e tua nonna per non metterli in pericolo. Quasi nessuno esce, la vita sembra essere scomparsa. Tutto sembra ammantato di inquietudine, come se il senso di sicurezza e di protezione fossero scomparsi”.

"Osserva per capire come puoi aiutare"

“Dio ci manda varie prove. Sono un uomo anziano e ho sperimentato prove di vita che impari solo nella storia e che non puoi immaginare – prosegue - il Coronavirus e la sua diffusione sono un po’ diversi perché riguardano tutti. Ognuno di noi ha un ruolo importante da svolgere ed è importante il modo in cui affrontiamo quest’emergenza: la gestione della situazione non è solo nelle mani del governo e dello Stato, dei nostri brillanti e coraggiosi dottori e paramedici, o persino dei vigili del fuoco, dei soldati o dei poliziotti, ma è nelle mani di ognuno di noi, e intendo dire voi, bambini, alunni, studenti, tutti”. “Il mondo si è capovolto per tutti: non solo per te ma anche per i tuoi genitori, i nonni e gli insegnanti che fanno il possibile per prendersi cura di te – afferma - vorrei che te ne accorgessi: guarda cosa stanno facendo i tuoi cari, cosa sta succedendo intorno a te e in che modo puoi aiutare. Ora vedi in carne ed ossa l'amore di cui parlava il Signore Gesù: le persone si aiutano a vicenda, cuciono maschere, vanno a fare la spesa agli anziani”.

"Non la paura, ma l'amore ci tiene uniti"

“Alcuni dicono che è la paura a tenere le persone unite, a io non la penso così – spiega il porporato - vedo che è stato l'amore a tenerle unite: amore per il prossimo, amore altruista e umile. Anche tu puoi essere parte di tutto questo amore, con gesti semplici: ad esempio ascoltando i tuoi genitori e gli insegnanti”. “All'inizio della lettera ho scritto che è come se si fosse perso un senso di certezza, ma una c’è ancora ed è che Dio ci ama – conclude – non so per quale motivo si sia diffusa questa pandemia, posso solo dire che dobbiamo prendere il buono di quello che accade, fermarci, tornare a pensare a Dio nel silenzio delle nostre anime e con il suo aiuto e la preghiera trovare la strada giusta, la strada dell'amore e dell'umiltà”.

27 marzo 2020, 15:20