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Sandri: sosteniamo la Terra Santa nelle sue tante sfide

Il Venerdì Santo si tiene, come tradizione, la colletta per la Terra Santa in tutte le chiese del mondo. Cosa significa questo per l'area della cristianità mediorientale lo spiega nella Lettera appello il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali il cardinale Leonardo Sandri

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Croce e risurrezione, il mistero della sofferenza e della redenzione, sono il cuore della settimana Santa e del Triduo sacro e trovano nella Terra Santa il loro luogo fisico. Si apre con questa sottolineatura la Lettera del cardinale Leonardo Sandri  - prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali - per la Colletta "pro Terra Sancta" che si tiene per volere di Paolo VI, il Venerdì Santo in tutte le chiese del mondo. Essa rientra nelle attività gestite dalla Custodia francescana di Terra Santa finalizzate alla conservazione e alla rivitalizzazione dei luoghi del cristianesimo nella Terra di Gesù e in tutto il Medio Oriente. Alla missione francescana sono infatti affidati il sostegno e lo sviluppo della minoranza cristiana, la valorizzazione di aree archeologiche e santuari, l’intervento nei casi di emergenza così come la liturgia nei luoghi di culto, le opere apostoliche e l’assistenza ai pellegrini.

Le attività della Custodia in Terra Santa

Anche per il biennio 2018-2019, la presenza francescana in Terra Santa si è manifestata attraverso la progettazione, la programmazione e l’esecuzione di diverse opere che hanno raggiunto la comunità locale ma anche Giordania, Libano, Rodi Cos e soprattutto la martoriata Siria, andando ad aiutare, famiglie, scuole, comunità e fasce dei più bisognosi. A contribuire è anche la Colletta del Venerdì Santo. Nella Lettera a firma del prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali si ribadisce quanto la comunità cristiana di Terra Santa sia stata sempre nel cuore della Chiesa universale e quindi dei pontefici. La Colletta è quasi una "restituzione" di quanto da Gerusalemme la Chiesa ha ricevuto ovvero "il dono del Vangelo e della Salvezza in Cristo Gesù". Ed è - scrive il porporato - "la consapevolezza del dono ricevuto, che motiva ancora a donare con gioia e generosità".

Le prove della Chiesa del Medio Oriente

Il cardinale Sandri ricorda quindi le tante e dure prove che in passato come nel presente ancora la Chiesa, che vive in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente, subisce: "la tragedia della continua e progressiva riduzione del numero di fedeli locali, può comportare il conseguente rischio di veder scomparire le diverse tradizioni cristiane che risalgono ai primi secoli. Lunghe e logoranti guerre - sottolinea -  hanno prodotto e continuano a produrre milioni di rifugiati e condizionano fortemente il futuro di intere generazioni, che si vedono private dei beni più elementari come il diritto a un’infanzia serena, a un’istruzione scolastica organica, a una giovinezza dedita alla ricerca di un lavoro, alla formazione di una famiglia, alla scoperta della propria vocazione, a una vita adulta operosa e dignitosa e a una vecchiaia serena".

L'opera della Chiesa: educazione, sanità, pastorale

In questo contesto difficile la Chiesa - rimarca il cardinale Sandri -"continua a operare per la salvaguardia della presenza cristiana e per dar voce a chi non ne ha". É un'attività pastorale, ma anche essenzialmente educativa che si realizza attraverso scuole di qualità, "fondamentali per salvaguardare l’identità cristiana e per costruire una convivenza fraterna specialmente con i musulmani, secondo le indicazioni contenute nella Dichiarazione di Abu Dhabi".  E poi c'è la disponibilità che la Chiesa riesce ad offrire in termini di "case per i giovani che desiderano formare una nuova famiglia",  e di opportunità di lavoro. E ancora la Chiesa riesce a provvedere con "un aiuto materiale e concreto lì dove si presentano forme di povertà endemica, come pure bisogni sanitari ed emergenze umanitarie legate ai flussi di rifugiati e di lavoratori migranti stranieri".

L'ultima sottolineatura il cardinale la pone sul ruolo che la Colletta pro Terra Sancta svolge per la cura dei Santuari in quanto - spiega il cardinale - essi conservano la memoria della divina rivelazione, del mistero dell’incarnazione e della nostra redenzione e in quei luoghi non solo la comunità cristiana locale trova le fondamenta della propria identità ma molti trovano anche occupazione nell'accoglienza di milioni di pellegrini.

04 marzo 2020, 12:28