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Vescovi del Costa Rica, Paese in crisi: appello per il bene comune

I presuli lanciato un appello ad unire le volontà delle autorità e di tutti gli attori sociali per cercare soluzioni alla sofferenza di buona parte della popolazione ed invocano “l’urgenza del dialogo nazionale. Il dramma della disoccupazione ed il sostegno al mondo rurale

Isabella Piro – Città del Vaticano

“Come cittadini e pastori, noi vescovi facciamo eco al grido del Paese che chiede di proseguire il cammino della giustizia sociale, del bene comune, della pace sociale e dei diritti umani, la cui essenza è la dignità della persona”: è quanto si legge nel messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale del Costa Rica (Cecor), riunita in questi giorni a Limon per la sua 119.ma Assemblea ordinaria. I presuli evidenziano, in primo luogo, che “sono numerosi e complessi i temi della realtà nazionale che inquietano i costaricensi”; per questo, viene lanciato un appello “ad unire le volontà delle autorità e di tutti gli attori sociali per cercare soluzioni alla sofferenza” di buona parte della popolazione, “soprattutto in materia di lavoro, salute, violenza contro donne e bambini, sicurezza cittadina, educazione, alloggi, pensioni, povertà, disuguaglianza, immigrazione”, quest’ultima vera e propria “sfida umanitaria”.

I vescovi invocano l’urgenza del dialogo nazionale

Diversi, dunque, i punti-chiave elencati dalla Cecor a favore del bene comune del Paese: innanzitutto, i vescovi invocano “l’urgenza del dialogo nazionale” da mettere in pratica superando “divisioni, dispute e sfiducia reciproca” così da dare la giusta priorità a “tematiche comuni, in un clima di rispetto”. In secondo luogo, la Chiesa del Costa Rica definisce “innegabile” la necessità di “sanare e rafforzare il sistema tributario”, perché “molte risposte ai mali” di cui soffre il Paese “passano attraverso la coscienza tributaria degli individui, la trasparenza e la legalità con cui si combatte la corruzione radicata e l’evasione fiscale”. Allo stesso tempo, i vescovi auspicano un “contenimento nella spesa pubblica”.

Il dramma della disoccupazione

L’allarme della Cecor, poi, risuona per il dramma della disoccupazione, che ha raggiunto “il tasso più alto del decennio”: “Come Chiesa presente nel mondo del lavoro – si legge nel messaggio – vediamo con dolore la disperazione di giovani, donne, immigrati, lavoratori precari”. Di qui, l’esortazione “alla misericordia e alla giustizia, poiché tra le gravi difficoltà di oggi c’è il fatto che il lavoro precario, privo di diritti e mal pagato, si sia trasformato in un impiego normale o àncora di salvezza per migliaia di cittadini”. In quest’ottica, i presuli ribadiscono l’impegno della Chiesa in favore di un “lavoro decente, che doni dignità a chi lo fa” ed invitano i poteri pubblici a “creare condizioni oggettive che lo rendano possibile, ponendo al centro di tutta la politica economica la priorità del servizio alla persona e non al capitale”.

Sostegno agli agricoltori ed alle popolazioni rurali

La Cecor non manca, inoltre, di manifestare il suo sostegno agli agricoltori e alle popolazioni rurali ed afferma che il Paese necessita di “una vera politica agraria che affronti la povertà, la disuguaglianza sociale, la disoccupazione, l’indigenza e le necessità basilari di questo settore, senza dimenticare un’economia solidale che migliori la situazione degli agricoltori e dei pescatori”. Di qui, l’appello a “concretizzare politiche reali”, anche per colmare il divario con altri settori che hanno accesso ad “un maggior sviluppo, alla tecnologia, al finanziamento e al mercato”.

I vescovi invitano alla speranza cristiana

Di fronte, dunque, alla “grave crisi economica, sociale e morale che colpisce la società del Costarica”, i vescovi invitano alla “speranza che nasce dalla dimensione sociale della vita cristiana”. Inoltre, in vista del Giubileo indetto per commemorare il primo centenario della Provincia Ecclesiastica e che si celebra dal 13 febbraio 2020 fino al 16 febbraio 2021, la Chiesa del Costa Rica esorta i fedeli alla solidarietà, da intendere non come “un sentimento superficiale, bensì come la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi in favore del bene comune”.

L’evangelizzazione del Costa Rica

Le origini risalgono al XVI secolo: il primo dicembre 1521 viene infatti eretta la Diocesi di Darien con giurisdizione su León, l’attuale Nicaragua, e sull’allora Castilla de Oro, attuale Costa Rica. Ma per arrivare alla creazione della Provincia ecclesiastica bisogna attendere il 16 febbraio 1921. Successivamente, viene eretta l’arcidiocesi di San José, la diocesi di Alajuela e il Vicariato apostolico di Limon, cui nel corso degli anni si aggiungono le altre, fino alle otto attuali. Durante l’Anno Giubilare, si terranno diverse iniziative e celebrazioni solenni; la conclusione dell’evento si svolgerà nella diocesi di Alajuela, in concomitanza con il Congresso eucaristico nazionale. Da ricordare che, sempre nel 2021, esattamente il 15 settembre, il Costa Rica celebrerà anche il bicentenario dell’indipendenza.

17 febbraio 2020, 10:54