Cerca

Vatican News

Panama, Coppa della Pace: festa dei giovani a un anno dalla Gmg

Oltre 120 giovani e bambini di diverse confessioni religiose hanno preso parte nella città di Panama alla Coppa calcistica della Pace, svoltasi nell'ambito della manifestazione “Celebriamo Panama 2019” (31 gennaio-2 febbraio 2020), organizzata dall'Arcidiocesi della città, presso il Mirador Pacifico della Cinta Costera

Anna Poce - Città del Vaticano

Durante questo festoso evento, volto a rivivere l'esperienza di comunione ecclesiale che l'ultima Giornata Mondiale della Gioventù ha lasciato, bambini appartenenti a diverse fedi religiose, tra cui cattolici, ebrei, musulmani, buddisti, anglicani, metodisti, evangelici e di fede B'hais, hanno potuto, tutti insieme, “mostrare ciò che ci unisce - ha detto l’arcivescovo metropolita di Panama, José Domingo Ulloa Mendieta - attraverso un grande sport come il calcio”. “Sappiamo - ha aggiunto il presule - che la trasformazione di questa società, la rimozione dei pregiudizi, l'apprezzamento di chi la pensa diversamente, viene proprio da coloro che Papa Francesco ha definito il presente, cioè i giovani”. Ciò che conta è lavorare per riconoscere il valore dell'altro, senza perdere la propria identità.

Lo spirito interreligioso dell'evento

Questa prima edizione della Coppa della Pace, in un luogo dove i ragazzi condividono la loro passione per il calcio, è stata motivo di gioia anche per il rabbino Gustavo Kraselnik.  Quest’ultimo ha auspicato che tale avvenimento possa continuare e crescere negli anni a venire, perché rappresenta un messaggio - ha sottolineato - di come “al di là delle differenze religiose, possiamo condividere e godere di molte cose, compresa una giornata di calcio”.

Un 'valore' per ogni squadrta di calcio partecipante

Ogni squadra partecipante, in linea con lo spirito del campionato, ha scelto il nome di un valore: Amore, Gioia, Incontro, Rispetto, Solidarietà e Umiltà. A vincere tra i ragazzi, quest’anno, il “Rispetto” e, tra le ragazze, la “Solidarietà”. “Lo spirito dell'incontro - ha riferito Nora Ibertelo, organizzatrice dell’evento - non è stata tanto la competizione quanto piuttosto la condivisione e la fraternizzazione, e credo che abbiamo ampiamente raggiunto questo obiettivo”. 

04 febbraio 2020, 10:21