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Aperte a Viterbo le celebrazioni per i 700 anni della Madonna Liberatrice

Nella chiesa della Santissima Trinità un anno giubilare per ricordare il miracolo del 1320. Svariate le iniziative organizzate dai religiosi agostiniani, custodi della devozione alla Madonna Liberatrice e ai quali da secoli è affidata la cura pastorale della parrocchia-santuario

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Indulgenza plenaria per quanti, fino al 2 febbraio 2021, celebreranno il VII Centenario della Madonna Liberatrice della chiesa della Santissima Trinità di Viterbo. Il vescovo della diocesi, monsignor Lino Fumagalli, ha aperto la Porta Santa nel giorno della Presentazione di Gesù al Tempio. Chi la varcherà osservando le consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice) potrà lucrare l’indulgenza per sé o applicarla in suffragio a un defunto. La Vergine che i viterbesi invocano con il titolo di Liberatrice sin dal XIV secolo, è la “Madonna in trono con Bambino” custodita dai religiosi dell’Ordine di Sant’Agostino nella parrocchia annessa al loro convento. Era il mese di maggio del 1320 quando un avvenimento straordinario terrorizzò la popolazione di Viterbo e la Vergine, apparsa nelle fattezze dell’immagine che si trovava nella piccola chiesa degli eremiti agostiniani, liberò la città. Il cielo si era oscurato e segni eccezionali avevano spaventato la gente che invocata Maria la chiamarono Liberatrice. A memoria del miracolo fu anche fatto voto di celebrare ogni anno una grande processione, tramandata fino ai giorni nostri nel mese di maggio. 

Per celebrare i 700 anni della Madonna Liberatrice è stato pensato un programma con diversi appuntamenti. Incontri di preghiera, pellegrinaggi, ritiri, conferenze e concerti offriranno la possibilità di meditare sulla figura di Maria, di conoscere la storia della Madonna Liberatrice, di rinnovare la devozione e di accostarsi ai sacramenti. Padre Juraj Pigula, priore della comunità agostiniana della Santissima Trinità, spiega che il messaggio della Madonna Liberatrice è ancora attuale perché anche oggi l’intercessione di Maria può liberarci da tutto ciò che ci impedisce di amare veramente e può condurci a Cristo, il Salvatore, il vero liberatore.

Ascolta l'intervista a padre Juraj Pigula, priore della comunità agostiniana della Santissima Trinità di Viterbo

R. Il messaggio della Madonna Liberatrice è nel suo stesso titolo. È lei che ha protetto e liberato Viterbo da una sciagura, qualcosa che non si riusciva a spiegare; la cittadinanza ha avvertito terrore ed è accorsa nella nostra chiesa. La gente stessa ha dato il nome di Liberatrice alla Vergine; possiamo dire che il messaggio è proprio quello della liberazione, perché la Madonna offre Gesù: è Lui la nostra libertà, la nostra Liberazione. Maria, Regina del Cielo, è riuscita, per intercessione anche del Figlio, a liberare la città da questa sciagura. La gente subito lo ha riconosciuto e oggi il messaggio potrebbe essere: da che cosa dobbiamo essere liberati? Prima di tutto dal peccato. Questo è anche il senso del Giubileo: riuscire a passare dalla schiavitù alla liberazione. Poi la Vergine invita a liberarsi delle cose esterne, ma prima di tutto ci invita alla liberazione interiore, a liberarci di ciò che abbiamo dentro e che non ci permette di vivere la vita vera, di amare. Ognuno di noi, forse, si porta dentro qualcosa di cui può essere liberato. Ci sono tanti pregiudizi dai quali dobbiamo essere liberati, per poter creare più comunione. Anche la nostra parrocchia deve aprirsi sempre di più agli altri. La nostra Caritas parrocchiale, ad esempio, è un bel segno di liberazione, di aiuto alle persone, perché possano vivere una vita libera, degna di essere chiamata vita. Penso che sono tanti i messaggi della Madonna Liberatrice, ma quello principale è la liberazione.

 

Gli Agostiniani hanno uno stretto legame con la Madonna Liberatrice, qual è la loro missione a Viterbo?

La nostra missione è quella di essere custodi del santuario, di questa memoria storica, di quello che è successo 700 anni fa, quindi della Madonna Liberatrice, che veglia sul suo popolo e indica delle strade, indica una via d’uscita, che è sempre Gesù Cristo, il Salvatore, il vero liberatore. La nostra è anzitutto una missione parrocchiale, perché curiamo una parrocchia, quindi facciamo catechesi di tipo pastorale; abbiamo il gruppo Caritas che si occupa di famiglie disagiate e di immigrati. Poi abbiamo lo studentato dei nostri religiosi in formazione, quindi qui, nel nostro convento di Viterbo, ci sono gli studenti che si stanno preparando per il ministero. Anche questa è una missione, la nostra è una comunità formativa, che forma i giovani, che tra l’altro contribuiscono ad arricchire sia la liturgia di ogni giorno nella chiesa, sia la comunità parrocchiale offrendo le loro catechesi. Abbiamo inoltre diversi gruppi: i chierichetti, il gruppo dei giovani, il gruppo famiglie, chi si prepara alla vita sacramentale, alla confessione, alla prima comunione e alla cresima, e ancora c’è il gruppo del post cresima. Ci sono anche tanti anziani che ci sostengono particolarmente con la preghiera e ci aiutano in diversi modi; tanti sono volontari che offrono assistenza ai turisti che vengono a visitare il nostro chiostro dove in preziosi affreschi del 1500 è raffigurata tutta la vita di Sant'Agostino. Sono un’attrattiva qui a Viterbo.

Che frutti potrà far maturare il Giubileo per il Settimo Centenario della Madonna Liberatrice?

Il primo frutto è il nostro rinnovamento. Guardare il passato con gratitudine, non viverlo come un’archeologia, non ricordare qualcosa che è passato e che non ci tocca nel presente, e rinnovarci. Questo come comunità religiosa e come comunità parrocchiale. Quindi prima di tutto vivere questo rinnovamento interiore. Adesso abbiamo la chiesa piena di impalcature, perché sono in corso dei lavori di restauro, allora mi piace richiamare questa immagine. Rinnoviamo la chiesa dall’esterno, però rinnoviamoci anche noi dall’interno, per rafforzare la comunione tra noi, tra i diversi gruppi. Un altro frutto è la riconciliazione: ci sono state delle difficoltà nel passato con altre comunità, ma si vedono i primi frutti di riconciliazione, si sono ricuciti rapporti che si erano infranti. Poi dobbiamo curare meglio il nostro legame con la città, la diocesi, le altre parrocchie, perché la Madonna Liberatrice è stata un po' dimenticata e quindi anche questa è una bella missione: rinnovare la devozione. Penso che occorre fare più comunione; come comunità religiosa agostiniana siamo qui disponibili per tutti, d’altronde la spiritualità agostiniana che ci contraddistingue è caratterizzata dalla comunione e dall’accoglienza. Se quest'anno riusciamo a costruire una comunità accogliente per tutti quelli che vogliono venire a varcare la soglia della Porta Santa, per pregare e rinnovarsi, abbiamo già fatto tantissimo. L’afflusso della gente nel giorno dell’apertura del Giubileo per il VII Centenario della Madonna Liberatrice è stato un bel riconoscimento di questa accoglienza, di questa comunione, che vogliamo creare per far sentire a che questo luogo appartiene a tutti, questo santuario, non è soltanto agostiniano ma è di tutti. Ed è bello che anche la Chiesa locale lo abbia riconosciuto, il vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, ci ha detto: “Questo Giubileo è nostro, di tutta la Chiesa viterbese.

Quali sono gli appuntamenti del VII centenario che raccomandate soprattutto?

Raccomandiamo soprattutto il culmine, la festa più grande, che sarà a fine maggio, con la grande processione che parte sempre dal comune, perché è stata istituita dal comune proprio 700 anni fa. Sarà l’ultima domenica di maggio, il 31. La festa sarà preceduta, la sera prima, da una veglia di preghiera con i giovani. Abbiamo coinvolto anche la pastorale giovanile diocesana, ma vogliamo coinvolgere ancora diversi gruppi. Ci sarà la bella testimone di Mariangela Calcagno “Sono rinata”, una testimonianza di liberazione, perché vogliamo far capire che la Madonna non ha liberato solo 700 anni fa, molti anni fa, ma anche oggi libera tante persone. Poi ci sono diversi altri appuntamenti. Il16 febbraio partiamo con un concerto di introduzione al Giubileo con la soprano Lucia Giorni che si intitola “Ecco tua madre”; sarà un bel momento di riflessione sul ruolo di Maria nella storia della Salvezza e nei nostri giorni. Ad aprile avremo una giornata agostiniana sul tema dell’immigrazione, si parlerà un po' di Sant’Agostino e del modo in cui lui è riuscito a fronteggiare queste problematiche nella sua epoca e come possiamo noi oggi, grazie al messaggio della Madonna Liberatrice, essere promotori di questa liberazione, di accoglienza. Poi ci sono diverse celebrazioni organizzate dalla diocesi che ha voluto fissare alcuni appuntamenti proprio nella nostra chiesa, come il Mercoledì delle Ceneri o il Corpus Domini che si concluderà nella nostra parrocchia. Nella seconda parte dell’anno, il 13 novembre – giorno del compleanno di Sant’Agostino – ci sarà una grande conferenza sulla storia degli agostiniani a Viterbo e sull’immagine della Madonna Liberatrice. Quel giorno sarà presente il priore generale degli agostiniani p, Alejandro Moral, anche per un pellegrinaggio di tutti gli agostiniani d’Italia. E ancora ci saranno eventi culturali e nel mese di maggio, tutti i sabati, abbiamo invitato le parrocchie cittadine saranno da noi in pellegrinaggio.

Il VII Centenario della Madonna Liberatrice si concluderà con la chiusura della Porta Santa della chiesa della Santissima Trinità il 2 febbraio 2021.

05 febbraio 2020, 15:30