Cerca

Vatican News
Bambini in preghiera Bambini in preghiera  (AFP or licensors)

Costa d’Avorio: 10mila bambini in preghiera per la pace nel Paese

E’ l’iniziativa promossa nel Paese africano in cui si sta svolgendo una lunga fase di campagna elettorale, in vista delle consultazioni generali del prossimo ottobre. L’auspicio è che le prossime votazioni possano concludere, dopo un decennio, la crisi post elettorale del 2010-2011 in cui si contarono oltre 3mila morti

Isabella Piro – Città del Vaticano

Domenica scorsa, dunque, 2 febbraio, più di diecimila bambini della diocesi di Yopougon sono stati sensibilizzati alla non-violenza, in occasione dell’incontro diocesano per l’Infanzia missionaria. Significativo il fatto – riporta un comunicato della Recowa/Cerao, la Conferenza episcopale regionale dell’Africa Occidentale – che a voler pregare per la riconciliazione siano stati gli stessi giovani, spontaneamente.

La Chiesa invita al perdono e a non cedere alla vendetta

A guidare l’evento, il vescovo locale, monsignor Jean Salomon Lézoutié, il quale ha commentato: “È consolante sapere che i bambini sono sensibili a questa causa e vogliono pregare per la pace nazionale”. Il presule ha poi tenuto una breve catechesi sul tema della non-violenza, basata sulla Lettera di San Paolo ai Romani 12, 9-21, per invitare ai i fedeli a non cedere alla vendetta, ma a fare del bene anche a chi causa del male. Di qui, l’esortazione ai giovani a perdonare e a chiedere perdono.

Dio con i piccoli raggiunge i grandi di questo mondo

“I bambini possono essere trasformati in santi o in malfattori – ha spiegato padre Fabrice Coulibaly, cappellano diocesano per l’Infanzia missionaria – Abbiamo scelto di farli diventare santi, infondendo in loro valori come la non-violenza, sia fisica che verbale. Vogliamo renderli immuni alle brutalità che potrebbero incontrare da adulti”. Forte anche il richiamo alla testimonianza: spesso, infatti – ha aggiunto il sacerdote – i bambini, con il loro impegno nella vita della Chiesa, sono all’origine della conversione dei loro genitori. Per questo è essenziale il loro coinvolgimento ecclesiale: “È necessario – ha ribadito padre Coulibaly – accompagnarli nelle loro iniziative, perché i bambini sono capaci di grandi cose”. D’altronde, ha concluso, “è la piccolezza la misura che Dio usa per raggiungere i grandi di questo mondo”.

05 febbraio 2020, 11:51