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Coronavirus, Delpini: non condivido allarmismo, ma capisco

Intervista all’arcivescovo di Milano che spiega l’adeguamento della Chiesa alle indicazioni contenute nel decreto di Governo per arginare il contagio. Il presule invoca su tutti la benedizione del Signore perché “diventiamo meno presuntuosi” e si faccia rete per cercare e trovare soluzioni

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Mentre sale a cinque il numero delle vittime da Coronavirus in Italia e a 219 quello dei contagiati, a Milano - risvegliata mezza chiusa e mezza vuota - imposti ingressi scaglionati per evitare assembramenti negli androni dell'Ufficio immigrazione. Monsignor Mario Delpini, arcivescovo del capoluogo lombardo, racconta come sta vivendo, da cittadino e da guida pastorale, la contingenza legata alla diffusione del CoV-2:

Ascolta l'intervista all'arcivescovo di Milano

R. - Con una certa serenità, avendo fiducia nelle istituzioni preposte e dichiarando la disponibilità nostra a eseguire le indicazioni cautelative per contenere la diffusione di questo virus. Non condivido questo allarmismo generalizzato, questo contagio della paura, che ha indotto ad alcune forme esagerate, però capisco anche che questo aspetto psicologico, vista l’enfasi posta da tanti mezzi di comunicazione e lo spazio dato a tutte queste notizie, capisco anche che la gente accaparri viveri, che la gente si metta in difficoltà nelle attività più ordinarie. Ecco, io penso che attenendoci alle indicazioni delle autorità competenti diamo sufficiente serenità per fare quello che si riesce a fare.

A livello di celebrazioni liturgiche soprattutto in vista di quelle che aprono il tempo di Quaresima come vi comporterete, quali sono le indicazioni?

R. – Le indicazioni sono quelle della Regione, di evitare assembramenti. Nella diocesi di Milano le celebrazioni sono in gran parte di rito ambrosiano e quindi non si celebra il Mercoledì delle Ceneri. Però, secondo me, vale la linea generale di evitare gli assembramenti... Si troverà un’altra maniera per introdursi nella Quaresima.

Quale potrebbe essere questa modalità “alternativa”?

R. – L’alternativa può essere di dedicarsi più personalmente alla preghiera e alla penitenza, alla meditazione del Vangelo e poi magari di realizzare un rito significativo più avanti nella Quaresima. Secondo quello che succederà… Non sembra, per adesso, che bisogna prevedere troppo perché le misure restrittive, almeno qui in Regione, riguardano i prossimi sette giorni. Il Duomo di Milano in questo momento è chiuso, per oggi e per domani si comporterà secondo i flussi turistici di Milano.

Qual è il suo pensiero anche per quelle aree più isolate che comunque gravitano attorno alla sua diocesi e che pure sono state interessate dal contagio?

R. – Hanno sospeso per esempio le scuole, mi pare saggio adeguarsi a queste decisioni e per come vedo io le cose si tratta di cose momentanee, ridotte nel tempo. Si tratta solo di aspettare e di vedere se queste misure si rivelano rassicuranti.

A livello più spirituale cosa possiamo imparare da questa contingenza?

R. - Possiamo imparare molto, per esempio possiamo imparare come una certa comunicazione produca allarmismi, una certa comunicazione aiuti a essere saggi e prudenti e che una buona comunicazione è il tema determinante. Dal punto di vista scientifico questo episodio, almeno a me, ha fatto nascere molte domande sugli investimenti che si fanno per la ricerca. In molte parti si investe molto per ricerche che riguardano la cura delle persone che possono pagare, diciamo per le malattie dei ricchi. Nei paesi da cui vengono invece alcune malattie che diventano epidemie, mi pare che non c'è altrettanta cura per elevare il livello vita, il livello di igiene, il livello di prevenzione… Questo fa nascere anche un desiderio di esprimere solidarietà per coloro che sono stati contagiati, per i paesi che subiscono restrizioni molto severe. Il Signore benedica gli scienziati. Il Signore benedica tutti, per diventare magari anche meno presuntuosi e a cercare insieme soluzioni. Benedica le istituzioni, che siano sagge nel prendere provvedimenti.

24 febbraio 2020, 13:08