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Embrione Embrione 

Colombia, Caso aborto di Juan Sebastián: appello dei vescovi per tutela della vita

Fa discutere, in Colombia, il caso del piccolo Juan Sebastián Medina, il nascituro al settimo mese di gestazione la cui madre ha deciso di abortire. La donna ha motivato la sua decisione adducendo ragioni psicologiche, problemi economici e difficoltà affettive, poiché il suo legame con il padre del bambino – peraltro contrario all’aborto - si è interrotto. Immediata la reazione della Conferenza episcopale locale (Cec)

Isabella Piro - Città del Vaticano

In una nota diffusa sul suo sito web, i vescovi colombiani esprimono “profonda tristezza e costernazione per la morte, provocata tramite aborto, di un bambino non ancora nato”, che per di più “gode di ottima salute”. Nella nota, a firma di monsignor Óscar Urbina Ortega, presidente della Cec, e di monsignor Juan Vicente Córdoba Villota, responsabile della Commissione episcopale per la promozione e la difesa della vita, i vescovi di Bogotá esortano alla preghiera e si dicono “perplessi” per il fatto che le istituzioni del Paese “non garantiscono i diritti del padre il quale, con insistenza e tenacia, lotta per la vita per figlio”. “Riaffermiamo che la vita è sacra – scrivono i presuli - che l’aborto è un’ingiustizia che grida al cielo e una gravissima ferita per la società e che non è possibile costruire la pace mettendo in atto questa pena di morte contro i più piccoli ed indifesi”.

Invito dei vescovi a Giornate di preghiere per le vittime di aborto

“Sono stati superati i limiti di ogni logica”, afferma ancora la Cec, esortando a “pronunciamenti pubblici in favore ed in difesa della vita di tutti, specialmente dei minori e più vulnerabili”, affinché le autorità “prestino ascolto a questo grido”. Di qui, l’invito, rivolto a tutti i cattolici, a realizzare “Giornate di preghiera per le vittime di aborto, perché in Colombia si ponga fine ad ogni attentato contro il diritto fondamentale alla vita”. Infine, i presuli pregano per tutti coloro che “hanno dedicato la propria esistenza a promuovere e difendere la vita”.

La giurisdizione in Colombia sull’aborto

In Colombia, l’aborto è stato depenalizzato nel 2006, ma solo per tre casi eccezionali: rischio di vita della madre, casi di stupro e malformazioni del feto. A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale, emettendo la sentenza C-355/06. Successivamente, nel 2018, la Corte ha emesso una nuova sentenza, la SU096/2018, che ha definito l’aborto “un diritto”, rendendolo possibile durante tutta la gravidanza. Attualmente, il Ministero della Salute sta lavorando ad un regolamento attuativo di tale sentenza.

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12 febbraio 2020, 11:46