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Strada al centro della Amazzonia Strada al centro della Amazzonia 

Brasile: i vescovi chiedono di tutelare le popolazioni indigene

I presuli brasiliani della Regione Norte 1 respingono le ipotesi di nuove estrazioni minerarie nei territori delle popolazioni indigene

Isabella Piro – Città del Vaticano

No al disegno di legge che mira a stabilire “condizioni specifiche per la ricerca e l’estrazione di risorse minerarie nelle terre indigene”, proposto a livello federale: lo affermano i vescovi della Regione Norte 1 della Conferenza episcopale del Brasile che, dal 10 al 13 febbraio, si sono riuniti a Itacoatiara.

Il diritto di questi popoli a vivere liberi

Nel messaggio diffuso al termine dei lavori, i presuli affermano di respingere “ogni altra iniziativa del governo federale che riguardi popolazioni indigene isolate", in Brasile,  con cui si è recentemente entrati in contatto, in quanto tali proposte “minacciano il diritto di questi popoli a vivere liberi, con i loro usi, costumi, credo e tradizioni, all’interno dei loro territori debitamente riconosciuti e protetti”.

Vescovi attingono a Querida Amazonia

Citando, poi, l’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, “Querida Amazonia”, i vescovi della Regione Norte 1 ribadiscono: “Alle operazioni economiche, nazionali e internazionali, che danneggiano l’Amazzonia e non rispettano il diritto dei popoli originari al territorio e alla sua demarcazione, all’autodeterminazione e al previo consenso, occorre dare il nome che a loro spetta: ingiustizia e crimine. Quando alcune aziende assetate di facili guadagni - è la denuncia dell'Esortazione -  si appropriano dei terreni e arrivano a privatizzare perfino l’acqua potabile, o quando le autorità danno il via libera alle industrie del legname, a progetti minerari o petroliferi e ad altre attività che devastano le foreste e inquinano l’ambiente, si trasformano indebitamente i rapporti economici e diventano uno strumento che uccide”.

Attuare le leggi istituzionali

“È abituale ricorrere a mezzi estranei ad ogni etica – si legge ancora nel documento pontificio - come sanzionare le proteste e addirittura togliere la vita agli indigeni che si oppongono ai progetti, provocare intenzionalmente incendi nelle foreste, o corrompere politici e gli stessi indigeni”. (QA, 14). Di qui, l’impegno dei presuli a “rinnovare la solidarietà con i popoli indigeni e riaffermare il sostegno alla lotta per i loro diritti, in quanto brasiliani”. La nota episcopale si conclude con l’auspicio che “le autorità competenti attuino le leggi costituzionali”.

Vescovi in visita ad limina

La Chiesa brasiliana conta un totale di 276 circoscrizioni ecclesiastiche, suddivise in 45 Provincie con 45 arcidiocesi metropolitane (di cui una arcieparchia di rito orientale), 220 diocesi suffraganee (di cui tre eparchie di rito orientale), 8 prelature territoriali, una amministrazione apostolica personale, un ordinariato per i fedeli di rito orientale residenti in Brasile e un ordinariato militare. Esse sono distribuite in 18 Regioni ecclesiastiche che fanno capo ad altrettanti Consigli episcopali regionali (Conser): Norte 1 (Norte do Amazonas e Roraima); Norte 2 (Amapá e Pará), Norte 3 (Tocantìns e Norte de Goiás);  Nordeste 1 (Ceará); Nordeste 2 (Alagoas, Paraíba, Pernambuco e Rio Grande do Norte); Nordeste 3 (Bahia e Sergipe); Nordeste 4 (Piauí); Nordeste 5 (Maranhão); Leste 1 (Rio de Janeiro) ; Leste 2 (Espírito Santo e Minas Gerais); Sul 1 (São Paulo);  Sul 2 (Paraná); Sul 3 (Rio Grande do Sul); Sul 4 (Santa Catarina); Centro-Oeste (Distrito Federal, Goiás, Tocantins); Oeste 1 (Mato Grosso do Sul); Oeste 2 (Mato Grosso); Noroeste (Rondônia, Acre e Sul do Amazonas). Da ricordare che, proprio in questi giorni, i vescovi brasiliani sono in visita “ad limina apostolorum” e saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco, suddivisi per Regione. La visita si protrarrà per diversi mesi.

17 febbraio 2020, 15:21