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Terra Santa: i pellegrini portatori di pace nei luoghi di Gesù

Sempre più turisti e pellegrini scelgono di visitare la Terra Santa: nel 2019 sono stati un milione in più rispetto all'anno precedente. Una scelta che aiuta anche i cristiani che vivono in Israele e Palestina ad andare avanti economicamente, e che diventa un fattore di dissuasione da forme più drammatiche di conflitto

Marina Tomarro  - Città del Vaticano

Nell'anno appena concluso, un milione di turisti e pellegrini in più, rispetto al 2018, hanno visitato la Terra Santa. Lo rendono noto i ministeri del Turismo israeliano e palestinese, che confermano un interesse sempre maggiore a scoprire i tesori dei loro Paesi. Il ministero del Turismo israeliano parla di oltre 4 milioni e mezzo di visitatori, il 10,6 per cento in più rispetto all'anno precedente. Le città maggiormente visitate sono Gerusalemme e Tel Aviv. “Per noi è una grande gioia accogliere tutte queste persone che vengono a visitare i luoghi della Terra Santa – spiega Lurdinha Nunes giornalista presso il Christian Media Center a Gerusalemme – Tutto ciò però comporta anche una nuova organizzazione delle basiliche principali. Ad esempio a Nazareth la basilica dell’Annunciazione chiude alle 21, mentre a Betlemme la basilica della Natività ha prolungato l’orario di apertura fino alle 20, per dare ai pellegrini un maggior tempo per pregare e visitare il luogo della nascita di Gesù”.

Ascolta l'intervista a Lurdinha Nunes

Aperti sin dalle prime luci dell’alba

Il tempo di chiusura dei santuari diventa così ancora più breve. Infatti sin dalle prime luci del mattino sono di nuovo aperti, e pronti ad accogliere tutti coloro che vogliono andare a pregare. “In questi posti – continua Lurdinha – alle 4 o alle 5 del mattino le strade sono piene di fedeli che si recano al Santo Sepolcro, o negli altri santuari per visitare quei luoghi che hanno visto la presenza di Gesù. Per molti di loro visitare la Terra Santa è la realizzazione di un sogno e cercano di viverla il più possibile” 

Un aiuto importante per i cristiani

La presenza dei pellegrini diventa fondamentale per la piccola comunità dei cristiani in Terra Santa “La loro presenza – sottolinea la giornalista – incoraggia i nostri cristiani sia psicologicamente, sia aiutandoli economicamente. Infatti i turisti spesso, tornando a casa, comprano da loro piccoli souvenir d’artigianato locale e questo gesto aiuta tante famiglie a sopravvivere”.

Dai pellegrini un auspicio di pace

Quindi, la presenza dei pellegrini diventa fondamentale anche per mantenere la pace in quei luoghi. “Auspichiamo – ha spiegato padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, in una intervista al Christian Media Center - che il numero di pellegrini continui a crescere e anzi, oserei dire persino che i pellegrini stessi siano un fattore di dissuasione da eventuali forme più esplicite di conflitto. Spero e prego che i fedeli continuino a venire in Terra Santa, un po’ come i Magi, guidati dalla stella, dalla ricerca personale, ma anche accompagnati dalla parola di Dio, per poter incontrare Gesù”

14 gennaio 2020, 16:13