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La Parola che ci trasforma da uditori a costruttori

“Dalle parole alla Parola” è il nuovo libro scritto da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo della diocesi Teramo Atri, presentato ieri sera a Roma alla Lumsa, la Libera Università Maria SS. Assunta, alla presenza del segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin

“Attraverso la Parola noi conosciamo Gesù ed entriamo in una nuova comunione personale ed esperienziale con lui perché, come diceva San Girolamo, se non si conoscono le Scritture non si conosce Cristo, e la vita cristiana è conoscenza ed esperienza di Cristo”. Così il segretario di Stato vaticano cardinale Piero Parolin, ieri sera a Roma ha aperto la presentazione del libro “Dalle parole alla Parola” scritto dal vescovo della diocesi di Teramo Atri, monsignor Lorenzo Leuzzi.

Ascolta il cardinale Pietro Parolin

La Parola che apre la mente 

Il volume, edito da Edizione Palumbi, nasce dalla lettura della Lettera apostolica di Papa Francesco “Aperuit Illis” con il quale il Santo Padre ha istituito la Domenica della Parola di Dio. “La mia vuole essere una riflessione – ha spiegato il vescovo Leuzzi – al capitolo 24 di Luca, nei due episodi che coinvolgono prima i discepoli di Emmaus e successivamente gli undici. Il Risorto aprì loro la mente per comprendere. Ancora oggi più che mai, Cristo ci parla e tutti noi come cristiani abbiamo la responsabilità di offrire un contributo determinante per la costruzione della nuova civiltà dell’amore”. Il libro, capitolo dopo capito, vuole raccontare come la Parola man mano trasforma i credenti da semplici uditori a costruttori della Chiesa, in questo particolare contesto storico di cambiamento d’epoca, in cui siamo chiamati a vivere.

Ascolta l'intervista al vescovo Leuzzi

La Parola: una lampada per chi crede

“La comunità dei credenti – scrive nella presentazione del testo monsignor Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede – saprà anche nel nostro tempo così tormentato condurre gli uomini a riscoprire nel caos di tante parole umane e confuse, la Parola di Dio, una Parola vivente che consola, libera, riempie di gioia”. La Parola diventa quindi una lampada che illumina il cammino di chi crede. “È Gesù – ha spiegato il cardinale Parolin - che ci apre gli occhi impedendoci di rimanere al buio. La Sacra Scrittura ci fa capire il vero significato della nostra vita, aiutandoci ad essere pazienti e perseveranti nella fede, è un giardino profumato dove il nostro cuore trova conforto e ristoro”.

25 gennaio 2020, 14:10