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Haiti. Nugent: le parti sono ad un passo dall’accordo nazionale

La nomina del Primo ministro e la formazione del governo di accodo nazionale sono gli ultimi punti della trattativa tra le parti sociali che si sta concludendo presso la nunziatura di Port-au-Prince. Monsignor Nugent ribadisce: “Il Papa segue da vicino la trattativa”

Marco Guerra – Città del Vaticano

“I colloqui per un accordo stanno procedendo bene, ora stanno trattando le questioni più difficili”. Così monsignor Eugene Martin Nugent, nunzio apostolico ad Haiti, sull’esisto dei colloqui, giunti al terzo e probabilmente ultimo giorno che pongano fine alla crisi politico-sociale.

Chieste le dimissioni dell’attuale presidente

I lavori tra le parti sono iniziati lo scorso mercoledì 29 gennaio. Intorno al tavolo diversi attori politici e rappresentati della società civile, ospitati nella sede diplomatica della Santa Sede a Port-au-Prince, che rispondendo alla sua vocazione non ha partecipato alle discussioni politiche e non ha sostenuto alcun partito politico.

Alcuni degli attori presenti hanno chiesto la partenza del presidente Jovenel Moise o la riduzione del suo mandato come soluzione alla crisi, mentre altri hanno sostenuto la formazione di un governo di unità nazionale.

“Il Santo Padre è al corrente di questa iniziativa e segue da vicino le trattative” ribadisce monsignor Nugent:

Ascolta l'intervista a monsignor Nugent

R. I colloqui stanno procedendo bene. In genere in questo tipo di incontri le questioni più difficili sono trattate alle fine. Quindi ora stanno affrontando le questioni più spinose come la nomina del Primo ministro e la formazione di un governo nazionale. Pensavano di finire a mezzogiorno (ora locale nrd) ma durerà ancora qualche ora.

Quindi ci sono buone probabilità che si arrivi ad un accordo?

R. Sì, stanno elaborando il testo e mi dicono che ci sono buone speranze.

Cosa prevede questo testo?

R. Parla di un governo di unità nazionale perché in questo momento non c’è un governo da molto tempo e con questo esecutivo che verrà formato si prevede di andare alle elezioni entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo.

È stato raccolto il più ampio consenso possibile tra le parti?

R. Sì, anche se ai colloqui non hanno partecipato i partiti radicali, nonostante siano stati inviati.

Eccellenza lei ha potuto cogliere i sentimenti del Papa per Haiti?

Certo il Santo Padre è al corrente ed è informato di questa iniziativa e segue da vicino quello che stanno trattando. I partecipanti sentono la vicinanza del Santo Padre e della Santa Sede, questa è una spinta per mettere da parte le differenze, la popolazione soffre tanto e soprattutto lo scorso anno il Paese è stato bloccato per mesi.

Quali sono le condizioni del Paese a 10 anni dal terremoto?

R. La situazione economica è disastrosa, il tasso di disoccupazione è altissimo e l’inflazione e intorno al 20%, esportazioni non ci sono e tutto viene importato. Si parla adesso di una crisi alimentare con 3 milioni di abitanti che soffrono la fame, quindi una situazione molto grave, molto critica, per questo è urgente arrivare a questo accordo.

31 gennaio 2020, 17:31