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Monsignor Russo, segretario generale della Cei Monsignor Russo, segretario generale della Cei  (AFP or licensors)

La Cei dà il via a un servizio regionale per la tutela dei minori

Il segretario generale dei vescovi, monsignor Russo, alla fine del consiglio episcopale parla delle azioni messe in campo per prevenire gli abusi. Obiettivo, che le nuove disposizioni entrino nella pastorale ordinaria. E sul clima politico, dice no al costante clima di campagna elettorale

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Per ogni regione ecclesiastica ci sarà di un “Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”, con la nomina di un vescovo e di un coordinatore regionale. In totale saranno 11 presbiteri e 5 donne. E’ una delle novità emerse dal consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana che si è chiuso ieri a Roma. I presuli hanno anche avviato una rete di referenti diocesani o interdiocesani.

La lotta agli abusi nella pastorale ordinaria

A marzo sono in programma tre raduni nazionali (Roma, Milano e Napoli) per incontrare i Referenti diocesani e fornire indicazioni operative unitarie sulla messa in pratica delle Linee Guida e l’inizio del lavoro di prevenzione. E questo affinché le prassi di questo organismo "entrino in maniera omogenea nella pastorale ordinaria", come hanno sottolineato i vescovi nel comunicato finale. Intanto, il Servizio nazionale sta predisponendo strumenti operativi allegati alle Linee guida da utilizzare per l’informazione e la formazione (in vista della prevenzione) sia degli stessi Referenti diocesani, sia di tutti gli altri operatori pastorali. “Tutto questo - dice il comunicato finale - si inserisce in un percorso di rinnovamento integrale che vede la partecipazione convinta e attiva di tutti i membri della Chiesa italiana e che si traduce in un cambiamento autentico di sguardo, a partire dall’ascolto e dall’accoglienza delle vittime, ora poste al centro”.

L’incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo

L’evento, dal 19 al 23 febbraio, riunisce 60 rappresentanti delle Chiese di 20 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Per i vescovi italiani “la presenza del Santo Padre, domenica 23 febbraio, rafforzerà la fraternità tra i vescovi, nella condivisione di gioie e fatiche che vivono i popoli del ‘grande lago di Tiberiade’, secondo la definizione di Giorgio La Pira”. Nel comunicato finale, sono state ricordate le recenti parole del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha evidenziato come l’incontro “cade in un momento di crisi. La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l’esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze”. Per questo, l’incontro si pone di recuperare le radici culturali che hanno innervato la storia del Mediterraneo e dell’Europa.

Mons. Russo: no a un costante clima di campagna elettorale

Sulla situazione politica e sociale in Italia, il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo ha detto che "non possiamo vivere in un costante clima di campagna elettorale, per il bene comune occorre diminuire il livello di conflittualità che va avanti da anni". Sul caso del leader della Lega Matteo Salvini, che in Emilia Romagna ha citofonato a un diciassettenne tunisino accusato da una vicina di essere uno spacciatore, il segretario generale dela Cei ha aggiunto che "non è stato un atteggiamento particolarmente felice". Ed ancora, per quanto riguarda le elezioni regionali di domenica, serve "che in questo tempo tutti ci mettiamo in condizioni di partecipare in modo civile al bene comune. Quindi, che anche i cittadini possano essere presenti in modo significativo a questa partecipazione democratica in maniera tale da dare il contributo alle realtà locali, quindi anche in Emilia Romagna".

23 gennaio 2020, 12:55