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Profughi della guerra che insanguina il Sud Sudan Profughi della guerra che insanguina il Sud Sudan 

Sud Sudan: Messaggio di Natale del Consiglio delle Chiese

Le Chiese cristiane sud-sudanesi esortano a pregare il Signore, per la pace, il perdono e la riconciliazione, affinchè le parti in conflitto riprendano il dialogo con l’aiuto della comunità internazionale e il 2020 sia un anno di speranza per il martoriato Paese africano. La volontà del Papa di visitare il Paese il prossimo anno

Lisa Zengarini - Città del Vaticano

È incentrato sulla speranza cristiana il messaggio natalizio del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan: speranza di pace, perdono e riconciliazione in un Paese martoriato da sanguinose guerre intestine, ma anche dalla povertà, dal dramma degli sfollati e da catastrofi naturali.

Un accorato appello alla pace

“La fede cristiana – si legge nel testo firmato, tra gli altri, da monsignor Paolino Lukudu Loro, arcivescovo cattolico di Juba - rivela nella liturgia del Natale il Mistero di Dio che viene, assume la nostra carne mortale e che nasce umile e povero per salvarci. Questo messaggio ci tocca profondamente, perché grande è la Sua tenerezza ”. Oggi – prosegue il messaggio – mentre i venti dell’implementazione del Nuovo Accordo per la risoluzione del conflitto in Sud Sudan continuano a soffiare tra tanti ostacoli, il Natale ci invita a focalizzare la nostra attenzione su questo segno che è Gesù Bambino e a vedervi i volti dei bambini e dei popoli che continuano a soffrire per la mancata attuazione dell'accordo di pace", siglato nel 2018 ad Addis Abeba dal Presidente Salva Kiir, e dal leader ribelle Riek Machar . Di qui l’esortazione delle Chiese cristiane sud-sudanesi a pregare questo Natale il Signore per la pace, il risanamento delle ferite, il perdono e la riconciliazione e perché le parti in conflitto riprendano il dialogo e, con l’aiuto della comunità internazionale, trovino una soluzione negoziata che possa permettere una convivenza pacifica in Sud Sudan.  Gesù – ricorda ancora il messaggio – è anche nei volti delle popolazioni segnate dai conflitti che hanno insanguinato il Paese nei passati sei anni, delle vittime delle recenti alluvioni che hanno portato fame e malattie, degli sfollati , dei figli di genitori disoccupati e nei volti delle popolazioni minacciati da nuovi scontri armati e tensioni.

Una Pace che dia un futuro ai bambini

Preoccupata per il permanere delle ostilità, il Consiglio delle Chiese rinnova, in conclusione, il suo appello al dialogo, impegnandosi a lavorare con le forze politiche la pacificazione del Paese: ”Uniamoci - è l'esortazione finale delle Chiese cristiane - per fare del 2020 un anno di pace e di speranza per il popolo del Sud Sudan, una pace che permetta ai bambini di andare a scuola con gioia, alle donne di vivere senza paura, ai rifugiati e agli sfollati di tornare a casa con dignità e ai leader di sedersi attorno a un tavolo per discutere il futuro del nostro Paese”.  

Un Paese dilaniato dai conflitti e dalle alluvioni

Indipendente dal Sudan dal 2011, dopo una guerra pluridecennale, il Sud Sudan è oggi un Paese con un’economia e una popolazione in ginocchio a causa della nuova guerra scoppiata nel 2013 tra le milizie di etnia Dinka, fedeli al Presidente Salva Kiir, e quelle di etnia Nuer, guidate dall’ex vice-presidente Machar, che nel 2018 hanno concluso un nuovo accordo di pace ad Addis Abeba. La sua attuazione, tuttavia, stenta a decollare anche dopo lo storico ritiro spirituale convocato da Papa Francesco in Vaticano nell’aprile di quest’anno a cui sono stati invitati i due leader rivali. Alla instabilità politica si sono aggiunte inondazioni, carestie, crisi alimentari, che hanno costretto 2,5 milioni di persone a scappare e cercare rifugio in Etiopia e Uganda. L’impegno delle Chiese per il Sud Sudan ha una storia importante. Moltissime sono le ong e i religiosi impegnati in progetti di aiuto alla popolazione.

La volontà del Papa di visitare il Paese

Al termine della preghiera mariana dell’Angelus il 10 novembre scorso, Papa Francesco aveva espresso il desiderio di visitare il Sud Sudan l’anno prossimo. Il pensiero speciale di Francesco “al caro popolo del Sud Sudan”, è arrivato mentre il Paese è stato colpito da ingenti inondazioni a seguito delle quali circa 490mila minori hanno bisogno di assistenza umanitaria. Un’emergenza che si aggiunge alla precaria situazione politica che vede ancora in stallo la trattativa di pace.

Il Pontefice e l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby che si sono incontrati in Vaticano la metà di novembre, hanno definito la situazione nel Paese "dolorosa" ed hanno di nuovo espresso l'intenzione di recarsi insieme in Sud Sudan se le parti in conflitto formeranno un governo di unità nazionale entro il febbraio 2020.

Nell'aprile scorso il Papa aveva ricevuto a Santa Marta il presidente sud sudanese Salva Kiir e il leader dell'opposizione armata Riek Machar per un ritiro spirituale durato alcuni giorni, al termine del quale era stata manifestata la volontà di procedere sul cammino della conciliazione invitando tutti gli attori del processo politico nazionale” a cercare ciò che unisce e a superare ciò che divide, in spirito di vera fratellanza”, esortando tutti a pregare per il Sud Sudan. Papa Francesco si era chinato a baciare i piedi a Salva Kir, come mostrano le fotografie di quell'incontro che hanno subito fatto il giro del mondo. 

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18 dicembre 2019, 07:52