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Fra' Patton: la Basilica del Santo Sepolcro sarà ancora più bella

Il Custode di Terra Santa spiega come si svolgeranno i lavori di restauro che saranno realizzati in collaborazione anche con le Chiese greco-ortodossa e quella armena. “In tre anni pellegrini triplicati. Celebrazioni più che raddoppiate. Un successo”

Federico Piana – Città del Vaticano

“Alla fine sarà più bella ed affascinante di prima”. Fra' Francesco Patton, Custode di Terrasanta, racconta con orgoglio i prossimi restauri che saranno eseguiti nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Come la prima terminata nel 2016, anche la seconda tranche di lavori sarà realizzata in collaborazione con le Chiese che hanno la responsabilità di far rispettare lo status quo del luogo sacro: cattolica, greco-ortodossa, armena. “E’ un’occasione per rafforzare la collaborazione e far crescere il dialogo fraterno che a Gerusalemme è già molto buono” dice fra Patton.

In cosa consisteranno i lavori di restauro?

R. - La prima fase aveva riguardato l’edicola del Santo Sepolcro. I lavori erano stati coordinati dal Patriarcato Greco e seguiti dall’Università di Atene. In questa seconda fase il coordinamento spetta alla Custodia di Terra Santa e le istituzioni che ci aiuteranno sono di estrema eccellenza: il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale a Torino, il Dipartimento di Archeologia e Scienze dell’antichità dell’Università La Sapienza e lo Studio Biblico della Flagellazione di Gerusalemme. I restauri riguarderanno il pavimento della basilica, i sistemi fognari e le zone colpite dalle infiltrazioni. E poi c’è un capitolo, interessante, che riguarda l’archeologia: sotto la pavimentazione si nasconde un immenso tesoro che sarà interessante studiare scientificamente.

Durante i lavori è stato deciso di non interdire la basilica ai pellegrini. Davvero una sfida ardua…

R. - Sì. Anche perché i pellegrini negli ultimi tre anni sono triplicati. Dunque non si poteva chiuderla per un tempo che si preannuncia prolungato. Agli esperti è stato chiesto il modo di poter mantenere aperta la basilica sia durante la fase di studio che durante quella di esecuzione.

Quanto tempo ci vorrà per vedere tutto concluso?

R. - Ci vorrà un anno per lo studio di tutta la documentazione, anche quella precedente. Terminata la fase di analisi potremo dare indicazioni precise sulla tempistica di realizzazione del completo restauro.

Secondo lei, quale ragione c’è dietro l’impennata del numero di pellegrini in visita alla Basilica del Santo Sepolcro?

R. - Credo che ci sia stata, in questi ultimi anni, una promozione da parte di diversi soggetti, anche istituzionali, interessati allo sviluppo del pellegrinaggio. E’ stato un successo. Pensi che le celebrazioni prenotate sono passate dalle 500.000 del 2017 alle 600.000 del 2019. Un numero enorme in costante crescita.

Ascolta l'intervista a Fra' Patton

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13 dicembre 2019, 07:49