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A pranzo con i detenuti per raccontare un Natale diverso

Menù "stellati" per oltre duemila ospiti delle carceri italiane. Ritorna l’iniziativa di solidarietà di Rinnovamento nello Spirito

Davide Dionisi - Città del Vaticano

E’ giunta alla sesta edizione “L’Altra Cucina... per un Pranzo d’Amore”, l’iniziativa avviata nel 2014 e promossa in occasione del Natale da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza Onlus del RnS. Da sei anni, infatti, in alcuni Istituti penitenziari italiani, viene organizzato per circa 2.000 detenuti e detenute un evento speciale che vede impegnati testimonial del mondo dello spettacolo, della musica, del teatro, della tv, del giornalismo e dello sport. Gli stessi che poi serviranno i pasti, insieme a seicento volontari, preparati da chef stellati e intratterranno gli ospiti degli istituti di pena. Questa mattina è stato presentato il programma ufficiale che si svolgerà domani in contemporanea in dodici istituti: Roma (Rebibbia femminile), Milano (Opera), Torino (Le Vallette), Palermo (Pagliarelli), Massa Carrara, Salerno, Siracusa, Trani, Aversa, Eboli, Castelfranco Emilia e Ivrea.

Gesto di grande responsabilità

“Il gesto che si prepara, domani, in 12 Istituti d’Italia, è di grande responsabilità civile; un gesto di chiara rilevanza spirituale e sociale, che vedrà protagonisti uomini e donne desiderosi di esperimentare che è ancora possibile dare credito alla speranza” ha spiegato Salvatore Martinez, Presidente Nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo. “Il gesto che vogliamo compiere sarà davvero una speciale visita che credenti e non credenti, uomini e donne di buona volontà vogliono gratuitamente e generosamente offrire per un altro Natale all’insegna di un’altra cucina e di un’altra fraternità possibili” ha aggiunto Martinez.

Apripista per nuovi programmi e nuove idee

Gli obiettivi centrati fino ad oggi nell’ambito del reinserimento e nell’assistenza soprattutto dei giovani nell’ambito del percorso detentivo purtroppo non sono molti, e quei pochi hanno visto protagonisti per lo più i volontari. Le emozioni, i ricordi, le testimonianze e le cronache che ogni anno questa iniziativa raccoglie fanno da apripista per nuovi programmi e nuove idee. Anche se il percorso appare sempre più accidentato (per mancanza di disponibilità e di adeguati supporti), un momento di festa accanto a volti noti e di fronte ad un piatto “stellato” rivela che il carcere rimane un territorio di frontiera che oggi più che nel passato esige un surplus di progettualità per poter operare in favore della comunità. Non solo quella carceraria.

Un altro modo di raccontare il Natale

“E’ un’altra possibilità di raccontare il Natale” ha ripreso Martinez “un Natale che è a sbarre senza sbarre. Un’altra cucina; un altro spettacolo; un altro modo di mettere i primi a servizio degli ultimi, facendoli incontrare, senza riserve, senza limiti alla generosità e alla creatività umana. Staremo a tavola insieme” ha concluso il Presidente di RNS. “Non si sta a tavola con i nemici o con gli estranei. A tavola si sta con amici e familiari, con colleghi od omologhi, con persone da onorare o da ingraziarsi. A tavola si stipulano alleanze; a tavola si condivide la medesima gioia e ci si sente partecipi del medesimo affetto. Quando siamo seduti alla stessa mensa si annullano le distanze, si abbattono le barriere, ci si riconosce partecipi dello stesso destino umano, che è sempre un destino di pace”.

 

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Photogallery

Salvatore Martinez, Arianna Ciampoli, Marcella Reni (Prison Fellowship), Marianna Vitale (Chef)
17 dicembre 2019, 13:20