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Faltas: a Betlemme orario della Natività prolungato, mai così tanti pellegrini

In vista del Natale, la Basilica della Natività è aperta dalle 5:00 alle 20:00 per permettere l’accesso ai tanti pellegrini che visitano la Terra Santa. Quest’anno per l’inizio dell’Avvento il custode, padre Patton, farà il suo ingresso nel luogo dove nacque Gesù portando una reliquia della Mangiatoia proveniente da Santa Maria Maggiore a Roma

Giada Aquilino - Città del Vaticano

È la “prima volta” che succede, “non abbiamo mai avuto così tanti pellegrini e turisti”. È con una certa soddisfazione che padre Ibrahim Faltas, consigliere della Custodia di Terra Santa, commenta a Vatican News il prolungamento dell’orario di apertura della Basilica della Natività a Betlemme in vista dell’Avvento e delle celebrazioni natalizie (Ascolta l'intervista a padre Faltas).

Dalle 5:00 alle 20:00

“È una cosa per noi davvero bella ed è molto importante avere tutti questi pellegrini”, spiega: “abbiamo deciso di prolungare l‘apertura per questi due mesi del tempo natalizio, dalle cinque del mattino fino alle otto di sera”. “Le tre comunità responsabili della Basilica della Natività, greco ortodossi, francescani - per i latini - e armeni, hanno deciso di prolungare l’orario di apertura, perché in questi giorni, grazie a Dio, ci sono tantissimi pellegrini che giungono in Terra Santa: a Betlemme la fila arriva fino alla piazza del Comune. La richiesta del prolungamento dell’orario è venuta anche dalle autorità civili, soprattutto dal ministro del Turismo palestinese e dal Comitato presidenziale superiore per le questioni riguardanti le Chiese”, informa il francescano egiziano, da trent’anni in Terra Santa. Il provvedimento sarà in vigore fino “alla fine di gennaio, tenendo contro che il Natale armeno è il 18 gennaio”: “dopo le feste natalizie bisognerà incontrarsi di nuovo e vedere cosa decidere per i mesi successivi”, spiega.

Nessun dialogo israelo-palestinese

Secondo padre Faltas, i pellegrinaggi non hanno risentito dell’ultima escalation di violenza. “Gaza è lontana da Gerusalemme e da Betlemme”. In Terra Santa “nonostante la situazione che si vive” - “non c’è dialogo tra palestinesi e israeliani, la vita è difficile”, soprattutto dal punto di vista economico - “c’è tranquillità, calma: la gente vuole venire a visitare i Luoghi Santi”, assicura il frate. “È una cosa buona che aiuta molto la gente di qui, soprattutto i cristiani locali che - sottolinea - per il 90 per cento lavorano nel settore del turismo”. Secondo i dati delle autorità palestinesi, nei siti turistici e sacri della Cisgiordania, è stato registrato nella prima metà del 2019 l'afflusso di 1.726.560 visitatori, con un aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2018: Betlemme rimane nella zona la meta prediletta dei pellegrini, soprattutto durante il tempo natalizio.

La reliquia della Mangiatoia

Già pronto il programma delle prossime celebrazioni a Betlemme. Alla vigilia della prima domenica d’Avvento, “il 30 abbiamo il tradizionale ingresso del custode di Terra Santa”, padre Francesco Patton, in piazza della Mangiatoia e nella Basilica della Natività. “Quest’anno ci sarà una cosa molto speciale, perché è stata regalata una reliquia della Mangiatoia conservata a Santa Maria Maggiore a Roma”. Papa Sisto III nel 432 decise di realizzare all’interno della primitiva Basilica di Santa Maria Maggiore una grotta della Natività simile a quanto riportato dai Vangeli su Betlemme. Nacque col tempo una devozione popolare tale da spingere molti fedeli, di ritorno dai pellegrinaggi in Terra Santa, a portare in dono quelli che la tradizione ritiene preziosi frammenti del legno della Mangiatoia che accolse Gesù Bambino.

Una grande festa per la Custodia e la gente

Dopo una cerimonia a Gerusalemme venerdì 29 novembre, il giorno successivo dunque “il custode - spiega padre Faltas - farà il suo ingresso con la reliquia della culla della Mangiatoia. Ci sarà anche il nunzio apostolico”, l’arcivescovo Leopoldo Girelli. “Sarà una grande festa” perché è prevista “tantissima gente”: un vero e proprio “regalo” per i francescani della Custodia di Terra Santa, che alla Natività, proprio sull’Altare della Mangiatoia, celebrano “due volte al giorno la Messa”. Sempre sabato 30 è in programma anche “l’accensione dell’albero di Natale”.

In collegamento con Gubbio

Il 7 dicembre poi “l’albero di Gubbio, l’albero più grade di tutto il mondo”, realizzato da 39 anni con una sagoma luminosa sul versante sud del Monte Ingino, in Umbria, verrà acceso, come fecero negli anni passati sia il Papa emerito Benedetto XVI sia Papa Francesco, “dalla Grotta della Natività: a farlo sarà il custode di Terra Santa”. Nell’occasione della tradizionale cerimonia, padre Ibrahim sarà a Gubbio assieme al sindaco di Betlemme, Tony Salman.

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24 novembre 2019, 09:56