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Via Crucis per i popoli e i martiri dell’Amazzonia

Da Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro, fedeli e padri sinodali in preghiera per i diritti della più grande foresta del mondo

Michele Raviart - Città del Vaticano

Una Via crucis da Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro ha ricordato oggi i martiri e diritti violati dell’Amazzonia, tema del Sinodo in corso in Vaticano. Al pellegrinaggio, organizzato dalla Repam e da “Amazzonia casa comune”, hanno partecipato fedeli da tutto il mondo e alcuni padri sinodali.

Per i martiri dell'America latina

I canti dei fedeli ricordano la violenza e la repressione dei popoli indigeni dell’Amazzonia. A decine, tra copricapi tipici e strumenti tradizionali, hanno camminato in processione per via della Conciliazione, pregando anche nella Chiesa di Santa Maria in Transpontina. Per ogni stazione della Via Crucis è stato ricordato uno dei martiri dell’America latina e uno dei diritti violati in Amazzonia, tanto delle persone quanto dell’ambiente, come deforestazione e sfruttamento petrolifero.

Una croce per la foresta

Foto dell’Amazzonia e dei loro popoli sono state inchiodate alla croce, mentre a turno i fedeli hanno scritto su una tela bianca i loro pensieri per la salvezza della grande foresta sudamericana. Al termine della Via Crucis sono stati scoperti alcuni disegni di Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino e Nobel per la pace nel 1980.  

Cardinale Barreto: l'Amazzonia torna al centro

Tra i padri sinodali presenti anche il cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, arcivescovo di Huancayo, vice presidente della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM) . Gli indigeni sono i principali protagonisti di questo sogno che sta diventando realtà, dalla periferia esistenziale e geografica che è l'Amazzonia al centro della cristianità che è Roma, ha affermato. La Via Crucis, ha aggiunto, significa che "Cristo è con noi e ci accompagna. Soffre in questi fratelli e per questo ringraziamo Dio perché stiamo vivendo la sua risurrezione, la gioia del Vangelo".

 

19 ottobre 2019, 16:17