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Vescovi Nicaragua: settimana di preghiera per la pace e la giustizia

La Conferenza episcopale del Nicaragua (Cen) ha indetto una settimana di preghiera per il Paese con il motto "Giustizia e pace si baceranno"; ispirato al Salmo 85, che inizierà l'8 settembre, festa della Natività della Vergine Maria, e culminerà il 15, in coincidenza con le festività nazionali, invitando a pregare Dio per la pace e la giustizia

Monsignor Jorge Solórzano Pérez, vescovo di Granada, ha annunciato che la settimana inizierà con una Messa solenne in ogni cattedrale del Paese, domenica 8 settembre. Ogni diocesi potrà poi organizzare la settimana secondo le proprie realtà, anche se i vescovi suggeriscono che per ogni giorno si preveda un gruppo definito da coinvolgere: domenica 8: bambini e catechisti; lunedì 9: contadini; martedì 10: clero, religiosi e operatori pastorali; mercoledì 11: movimenti laicali; giovedì 12: famiglie; venerdì 13: celebrazione penitenziale per tutti; sabato 14: malati; domenica 15: giovani e preghiera per le autorità. In questo modo, riferisce la fonte dell’AgenziaFides, si potrà pregare in tutto il Nicaragua per i temi che il Paese sta vivendo attualmente, come la lotta per la giustizia, la libertà, la vita democratica del Paese e per i perseguitati e gli incarcerati ingiustamente.

Mese della patria

Il vescovo di Matagalpa, monsignor Rolando Josè Álvarez Lagos, ha invitato a celebrare senza paura il “mese della patria”. Infatti il 15 settembre il Nicaragua celebra l'Indipendenza nazionale. Ecco perché monsignor Álvarez Lagos ha invitato tutti ad esporre la bandiera, simbolo della patria, durante questa settimana di preghiera e per tutto il mese, esortando "a fare nostre le sofferenze dei poveri, degli affamati, di quanti sono scarto della società per la prepotenza dei più forti. E questi sono gran parte della nostra popolazione".

La settimana di preghiera sarà vissuta in un clima teso

La settimana di preghiera per il Nicaragua si svolgerà in un clima sempre molto teso verso i credenti a causa delle sistematiche vessazioni del regime di Ortega contro chiese, vescovi e fedeli critici della dittatura. In una recente intervista, monsignor Juan Abelardo Mata, vescovo di Estelí e segretario generale dell'episcopato nicaraguense, ha ammesso che la Chiesa cattolica si sente perseguitata dalle forze militare del governo, come si è potuto vedere a Masaya. Monsignor Mata, nella stessa intervista del 26 agosto, ha aggiornato sulla posizione della Cen riguardo al dialogo con il governo: "La nostra posizione è che fino a quando non c'è una ricerca sincera della verità, ogni dialogo è e sarà un disastro, non c'è ricostruzione della pace o costruzione della nazione. Il dialogo non vuol dire che io faccio quello che tu vuoi o che io devo sottomettermi alla tua volontà o tu alla mia. No! è cercare punti comuni di accordo al fine di promuovere il bene comune. In caso contrario, non ci crediamo". (C.E. - Agenzia Fides)
 

04 settembre 2019, 11:59