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“Liberi con un sì?”: da domani la 39° Tendopoli dei giovani

Sarà scandito da preghiere, dibattiti e momenti di intrattenimento l’incontro dei giovani presso il santuario di San Gabriele dell’Addolorata, in provincia di Teramo. L’intervista a padre Francesco Cordeschi, fondatore della Tendopoli di San Gabriele

Eugenio Serra – Città del Vaticano

Da domani centinaia di ragazzi arriveranno da tutta Italia per partecipare al meeting giovanile ideato e curato, come ogni anno, da padre Francesco Cordeschi. La manifestazione, che si svolge nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del Gran Sasso, prevede incontri e conferenze che, sotto diverse angolazioni, svilupperanno il tema del meeting: “Liberi con un sì?”. La Tendopoli si chiude sabato 24 agosto con la festa dei giovani e la messa celebrata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila.

Ascolta l'intervista a padre Francesco Cordeschi

“Liberi con un sì”

In continuità con il tema sviluppato lo scorso anno, “L’unica libertà che abbiamo è scegliere da chi dipendere”, nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata, patrono della gioventù cattolica italiana, i ragazzi rifletteranno sul tema sintetizzato nello slogan: “Liberi con un sì?”. Un tema che, racconta padre Francesco Cordeschi, “ha un significato importante per noi. Lo scorso anno abbiamo raccontato ai giovani che l’unica libertà che hanno è scegliere da chi dipendere. Un giovane può dipendere da quello che vuole: da sé stesso, dall’io, dal sesso o dalla droga come può dipendere anche da Dio. Noi quest’anno vorremmo compiere il passaggio: un “sì” coraggioso a Dio è la vera forma di libertà. In altre parole, un’obbedienza responsabile al Signore ti rende veramente libero”.

R. – La manifestazione è nata 39 anni fa. Io, giovane sacerdote, andavo a predicare facendo le missioni, e i più giovani mi chiedevano, entusiasti di quell’annuncio, di continuare questa esperienza. Ed io, allora, avendo dei locali disponibili a San Gabriele, chiesi al superiore di allora di aprire le porte e di incominciare a mettere delle tende. Abbiamo iniziato con un piccolo numero di persone e nel 200 eravamo oltre 1.200 persone.

È un’iniziativa rivolta ai giovani, spesso incerti, confusi, insoddisfatti ma allo stesso tempo alla ricerca di chiarezza, certezze e soluzioni. Che contributo possono dare questi giorni nel rispondere al loro grido, e soprattutto come conservare questo bisogno, questo grido in una società come la nostra, consumistica e veloce?

R. – Io credo, in risposta alla prima domanda, che la cosa bella che possiamo dare ai giovani è la testimonianza dei volontari che sono qui a lavorare da tanti giorni, che portano con sé una gioia, un entusiasmo, un’allegria perché lo fanno per il Signore. Vedere persone che si impegnano per il Signore penso che sia la cosa più bella che attrae un giovane. Poi, in risposta alla seconda domanda, noi da anni, da sempre, abbiamo gruppi nelle varie zone, nelle varie parrocchie nei quali cerchiamo di seguire i giovani.

Siete arrivati alla 39° edizione di questa manifestazione rivolta ai giovani. Il Papa in tante occasioni ha mostrato una grande sensibilità e attenzione a loro. Infondono speranza e fiducia le parole del Pontefice, nel mettersi ancora di più in gioco per far scoprire ai giovani la bellezza di ciò che la fede può aggiungere alla nostra vita?

R. – Io credo che le parole del Santo Padre siano una manna per i giovani, siano benedizione continua e costante. I giovani, in questo Papa, trovano l’aria per respirare. E non solo quindi le sue parole sono linfa vitale per ciascuno di noi, ma sono la base su cui noi stiamo impostando tutto il cammino educativo e formativo di questi ragazzi; tant’è vero che il Santo Padre ci ha anche benedetto due volte la fiaccola della speranza. Noi siamo vicini a lui, per noi il Papa è tutto, come del resto lo era anche Giovanni Paolo II, che è venuto qui, al Santuario di San Gabriele. Speriamo che il prossimo anno possa venire anche Papa Francesco a trovarci.

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19 agosto 2019, 15:25