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Dialoghi sul lavoro e sul Creato per raccontare la speranza

“Comunicare la speranza. Amando il lavoro e l’ambiente”. È questo il filo conduttore di una serie di incontri con personalità provenienti da differenti realtà sociali, artistiche e culturali, promossi in questi giorni, dalla diocesi sarda di Lanusei presso l’Anfiteatro Caritas di Tortolì in Ogliastra.

Marina Tomarro - Città del Vaticano

Parlare di speranza attraverso due temi importanti come il lavoro e l’ambiente, per capire quali siano le problematiche e cosa si possa fare di più per rendere il mondo migliore per tutti. È questo l’obiettivo dell’iniziativa estiva della Pastorale del Turismo della diocesi di Lanusei nel territorio dell’Ogliastra in Sardegna, che in questi giorni e fino al prossimo 7 settembre, promuove una serie di incontri con personalità religiose e laiche provenienti da differenti realtà culturali e artistiche all’Anfiteatro Caritas di Tortolì. “È il quinto anno che viene organizzata questa iniziativa - spiega mons. Antonello Mura vescovo di Lanusei e arcivescovo eletto della diocesi di Nuoro - è un momento importante di riflessione e quest’anno abbiamo scelto due temi attuali come l’ambiente, che qui da noi in Sardegna è sentito in maniera particolare e poi il lavoro, che deve essere fonte di una vita dignitosa per tutti”.

Salvaguardare il Creato iniziando dai propri territori

Anche il luogo dove si svolge l’evento, l’Anfiteatro Caritas di Tortolì non è stata una scelta casuale, ma come sottolinea il vescovo: “È un modo di ricordare sempre gli ultimi, che sono con noi e che non dobbiamo dimenticare mai”. L’Ogliastra che fa da cornice all’evento con il suo territorio caratterizzato da un mare blu e da una natura incontaminata, diventa luogo ideale dove parlare della salvaguardia del Creato “Siamo fortunati - evidenzia mons. Mura - da noi non c’è un turismo di massa, e l’ambiente è protetto, ma dobbiamo educare le nuove generazione ad amare e tutelare questo posto”.

Racconti di speranza e di esperienze di vita

Tanti gli ospiti che si alternano in queste serate. “Provengono da realtà molto differenti tra loro - continua il presule - alcuni sono nomi molto noti al grande pubblico, come il maestro Mogol, che sarà con noi il 21 agosto, mentre il 18 ci sarà il fondatore della comunità di Bose, Enzo Bianchi. Il 19 agosto invece don Maurizio Patriciello ci racconterà cosa vuol dire vivere nella Terra dei fuochi. Poi ancora tanti personaggi importanti come il cabarettista Pippo Franco, la ballerina Simona Atzori, l’attore Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che interverrà insieme alla moglie, la regista teatrale Daniela Cristofari.”

Mons. Antonello Mura, vescovo di Lanusei

I Sintomi di felicità di Marco e Giulia

La sera del 20 agosto sarà presente anche il tenore Marco Voleri che, insieme alla moglie Giulia Aringhieri, campionessa italiana e atleta della nazionale femminile di sitting Volley, squadra qualificatasi per la prima volta alle prossime ParaOlimpiadi di Tokyo il prossimo anno, racconteranno ai presenti il loro percorso di vita umano e professionale, al di là della sclerosi multipla di cui sono affetti entrambi. “Per me e mia moglie - spiega il maestro Voleri - è una grande gioia poter partecipare a questo evento. Quando nel 2006 ho scoperto la malattia, avevo davanti un bivio: arrendermi e vivere male, oppure prendere la vita tra le mani, e scegliere di essere felice ogni giorno. Ho preferito la seconda opzione e ci ho creduto così tanto da fondare l’associazione “Sintomi di Felicità”. Oggi sono in tanti gli amici del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport che ci sono vicini e ci accompagnano, partecipando ai concerti ed incontri che promuoviamo in tutto il mondo per trasmettere a tutti i nostri sintomi di speranza e felicità!”.

15 agosto 2019, 09:00