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Camaldoli: 10.ma edizione di “Cristiani in ricerca” sulla fragilità

“Fragili cioè umani. Una cifra del nostro tempo” è il titolo dell’evento promosso dal monastero di Camaldoli dal 30 agosto all’1 settembre. In una serie di incontri indirizzati ai giovani verrà affrontato uno dei grandi mali del nostro tempo attraverso un approccio multidisciplinare che intreccia riflessione, preghiera e condivisione

Roberto Artigiani – Città del Vaticano

Il tema è quanto mai attuale visto che nella nostra società post-moderna, non c’è una sensazione più diffusa di quella della fragilità, della precarietà che si intreccia inestricabilmente con la confusione in cui tanti si sentono immersi. Don Emanuele, monaco camaldolese organizzatore dell’incontro, spiega in maniera pacata, ma diretta: “ci sembra che la categoria della fragilità riassuma bene una serie di esperienze che ci riguardano in quanto persone, comunità politica, società e comunità ecclesiale”.

Un mondo segnato da fenomeni di crisi

Don Emanuele continua a raccontare: “In un mondo segnato da fenomeni di crisi, l’esperienza della fragilità ci segna a tanti livelli anche come giovani adulti. “Cristiani in ricerca” infatti si rivolge in particolare a persone tra i 20 ed i 35 anni, un’età della vita in cui si sperimenta in maniera particolare la fragilità perché di solito si è già finito il percorso di studi, ma non si ha ancora un impiego stabile e una condizione familiare solida. È un periodo della vita bello, ma particolarmente delicato”.

Un tema sotto gli occhi di tutti

Perché decidere di affrontare proprio questo tema, difficile e scivoloso, lo spiega con parole semplici e immediate don Emanuele: “Assistiamo quasi tutti i giorni a dati inquietanti sulla condizione del nostro pianeta, ma anche una precarietà sociale forte, penso per esempio all’assenza di lavoro in cui si trovano tante persone, oppure a questi fratelli che arrivano da Paesi lontani, migranti che si fa fatica ad accogliere. La fragilità è presente nel vissuto psicologico di tanti anche nei legami, pensiamo alla difficoltà di perseverare in una scelta che sia quella familiare o quella della vita religiosa. Insomma è un dato che ci è di fronte sotto molti aspetti, ci piacerebbe quindi lasciarci interpellare da questo naturalmente anche in maniera critica”.

Ascolta l’intervista a don Emanuele

Sguardi disciplinari diversi e variegati

Entrando poi più in dettaglio su come sarà strutturato l’evento don Emanuele dice che “ci sarà una relazione principale tenuta da Luciano Manicardi, priore della Comunità monastica di Bose, in cui il dato biblico verrà intrecciato con una riflessione antropologica. A questa relazione frontale seguiranno dei momenti di dibattito più seminariali che sfruttano sguardi disciplinari diversi, in base alle competenze dei partecipanti. Cercheremo di interrogarci da un punto di vista psicologico per quel che riguarda la fragilità vissute nelle relazioni, a livello di comunità politica, con un ricercatore di diritto costituzionale, esamineremo la fragilità nel mondo della cultura e poi nella vita ecclesiale. Proveremo a partire da questi sguardi incrociati per costruire un discorso sulla fragilità che cerchi di evitare un pathos eccessivo con la speranza che ci porterà a interrogare in maniera critica le nostre categorie di forza e solidità”.

Un laboratorio nel monastero millenario di Camaldoli

Qual è lo scopo di un incontro di questo tipo? Don Emanuele dichiara che “l’obiettivo è passare alcuni giorni insieme vivendo, pregando, partecipando anche alla liturgia monastica, e riflettendo, a partire dall’esperienza e in una maniera il meno possibile verbosa. Condivideremo domande e inquietudini con la fiducia che nel pensare insieme, nel dialogare, nel confrontarci si può trovare una prima risposta alla fragilità – infine don Emanuele conclude – Anche se ci saranno dei momenti di conferenza frontale ci piace pensare a questo incontro un po’ come un laboratorio: un fine settimana in cui si sta insieme nel contesto del monastero millenario di Camaldoli per condividere interrogativi, pensieri, studio e preghiera e intrecciare tutti questi fili”.
 

27 agosto 2019, 13:02