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La Bibbia del Fanciullo di Acs compie 40 anni

Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) celebra quest’anno il 40.mo anniversario della sua Bibbia del Fanciullo (“Dio parla ai suoi figli”), l’iniziativa nata da un’idea del fondatore padre Werenfried Van Straaten e presentata per la prima volta a Puebla nel 1979. Oggi la Bibbia del Fanciullo è tradotta in 189 lingue

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

51 milioni di copie in 189 lingue distribuite nei cinque continenti. Sono i numeri straordinari della Bibbia del Fanciullo “Dio parla ai suoi figli”, l’iniziativa lanciata 40 anni fa dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Era il gennaio del 1979, Anno internazionale dell’infanzia, quando il fondatore dell’Acs, padre Werenfried Van Straaten, presentò la prima Bibbia del Fanciullo alla terza Conferenza generale del Consiglio episcopale latino-americano (Celam) a Puebla, in Messico, cui partecipò anche San Giovanni Paolo II al suo primo viaggio internazionale.

L’origine dell’iniziativa

Ad ispirare l’iniziativa di “Padre Lardo” - come era conosciuto il monaco premostratense olandese scomparso nel 2003 - la costatazione che le Chiese locali spesso non avevano i mezzi per fornire una Bibbia per bambini scritta nella loro lingua madre, o che non potevano pubblicarla nei Paesi in cui la Chiesa era perseguitata. Inoltre, molti bambini poveri non potevano permettersi di comprare un libro. Di qui l’idea di una Bibbia per fanciulli. “I bambini – diceva – hanno bisogno di qualcosa come la Kinderbibel, così che l’immagine di Gesù possa vivere nei loro cuori”.

Il successo

L’iniziativa incontrò subito un grande successo: i vescovi latino-americani riuniti a Puebla ordinarono 1,2 milioni di copie in spagnolo. Seguirono presto le versioni in inglese, francese e portoghese, così come in varie lingue regionali. A rendere possibile il progetto le donazioni di tanti benefattori che hanno permesso la distribuzione gratuita della Bibbia del Fanciullo nei Paesi poveri. Oggi essa è pubblicata in 189 lingue. Tra queste l’Afar, parlata da circa 1,5 milioni di persone in alcune parti dell'Etiopia, dell'Eritrea e di Gibuti, o Zulu, la lingua bantu dell'Africa meridionale. Oltre ad essere utilizzata da sacerdoti e catechisti, essa viene usata anche per aiutare i bambini a imparare a leggere, visto che per alcuni gruppi etnici è l’unico libro nella loro lingua madre. In Africa, “Dio parla ai suoi figli” ha dato un contributo fondamentale all'alfabetizzazione.

Un linguaggio a misura di bambino

La Bibbia del Fanciullo è divisa in 99 capitoli brevi scritti in un linguaggio a misura di bambino e contiene i testi principali dell'Antico e del Nuovo Testamento. Nella sua versione attuale, il testo è stato curato dalla teologa tedesca Eleonore Beck. La suora spagnola Miren-Sorne Gomez ha invece dipinto le illustrazioni.

18 agosto 2019, 07:51