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Assisi, terzo giorno del 77° Corso di studi cristiani

È scandito da preghiere, relazioni e testimonianze il Corso di studi cristiani organizzato ad Assisi dalla Pro Civitate Christiana. A Vatican News l’intervista a Tonio Dell’Olio, presidente dell'organizzazione di ispirazione cattolica

Eugenio Serra – Città del Vaticano

Il Corso che si svolge presso la cittadella di Assisi, in provincia di Umbria, è animato da incontri e conferenze che, sotto diverse prospettive e modalità, sviluppano il tema dell’evento: “Quando nell'umano irrompe la sete dell'oltre”. Si rivolge a cristiani e laici che sono in cammino, l’incontro che si chiude il 25 agosto. Il Corso di studi cristiani, sospeso soltanto durante il periodo della seconda guerra mondiale, è nato agli inizi degli anni '40 sulla spinta visionaria di don Giovanni Rossi, un prete ambrosiano, che trasferitosi ad Assisi, volle dare impulso e dignità piena al laicato. "Quest’anno - dice ai nostri microfoni Tonio Dell'Olio, presidente di Pro Civitate Christiana - abbiamo acceso i riflettori su un tema cruciale: quella della spiritualità intesa in senso più ampio.

Ascolta l'intervista a Tonio Dell'Olio

Nel manifesto dell’incontro si si fa riferimento alla “cifra eccedente dell’uomo” e alla “spiritualità”, senza fare riferimento esplicito alla religione cristiana…

R. - Questo è un tempo in cui al centro dell’attenzione non sembra esserci tanto l’uomo e il suo bene, non sembra esserci alcun riferimento al trascendente. Proprio quando questo bisogno, che a nostro avviso è connaturato con l’umano, diventa insoddisfatto, la sete aumenta e oggi ci troviamo esattamente in questa fase. Sembra strano ma mentre noi cerchiamo affannosamente di rispondere a una politica che nega la capacità e la possibilità di volare più in alto rispetto alle risposte stringenti e contingenti, poi di fatto questa sete c’è. Un bisogno non soltanto cristiano, ma c’è anche una maniera laica di intendere una spiritualità, di soddisfare questa sete o perlomeno di andarle incontro; ed è la contemplazione del creato o dell’ambiente o della natura.

Ci sono relazioni di storici e filosofi, quindi diverse prospettive a declinare il tema al centro dell’incontro: “Quando nell'umano irrompe la sete dell'oltre”…

R. - Ci sono gli apporti di filosofi e anche di storici. Abbiamo pensato ad un contributo che era quello dei cammini, del pellegrinaggio, dove l’apporto maggiore è stato dato da una signora, Angela Seracchioli, che ha inventato il “cammino di Francesco”, “la via di Francesco”, e ha pubblicato libri. Lei, ad esempio, si definisce: un soggetto spirituale senza religione. Io ritengo che questa possa essere una chiave per avvicinare in maniera nuova alle fonti del Vangelo. È un po’ quello che anche Karl Rahner definiva “cristiani anonimi”, che non hanno esplicitato esattamente la propria fede e non riescono a pronunciare quella professione di fede, che fanno fatica a dargli un nome.

La spiritualità aiuta nella concretezza, nelle azioni quotidiane?

R. - Noi dobbiamo essere spietatamente realisti. Propria la spiritualità ci costringe ad essere molto concreti, ad avere il concreto dello spirito, che è tutt’altra cosa dall’essere eterei. Questo corso si svolge ad Assisi. Ebbene noi sappiamo che Papa Francesco ha convocato proprio ad Assisi, dal 26 al 28 marzo prossimi, "The Economy of Francesco", rivolgendosi ai giovani imprenditori ed economisti, ai quali chiede di dare un’anima all’economia, di rianimare l’economia. Il Papa dice: un’economia che abbia un’anima pone al centro la persona umana. Un’economia che non sfrutta ma serve, non depreda, ma usa. Stabilisce un rapporto nuovo con il creato. Questi sono temi tutti molto concreti e trovano uno sbocco felice nel momento in cui qualcuno pensa di darvi un’anima. La spiritualità, quindi, ci stimola, ci sollecita, ci provoca a una traduzione molto concreta, per servire la felicità degli uomini.

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23 agosto 2019, 15:57