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Cristiani nigeriani dopo un funerale Cristiani nigeriani dopo un funerale  (AFP or licensors)

Assassinio di un sacerdote in Nigeria. P. Albanese: non è guerra di religione

Intervista di Vatican News a padre Giulio Albanese, direttore delle riviste missionarie della Cei, sulla situazione in Nigeria, dopo l’uccisione del parroco di Saint James the Greater, padre Paul Offu

Giordano Contu - Città del Vaticano

Padre Paul Offu, parroco di Saint James the Greater della diocesi di Enugu, nel nord della Nigeria, è stato ucciso la notte del primo agosto da un gruppo di uomini armati. Secondo le testimonianze dei confratelli, il religioso sarebbe stato assassinato da pastori fulani nei pressi di Awgu. “Bisogna soprattutto evitare che fenomeni di questo genere possano essere interpretati come una guerra di religione tra i fulani di tradizione islamica e le popolazioni del sud di tradizione cristiana e animista”, spiega il direttore delle riviste missionarie della Cei, padre Giulio Albanese. Sale a due il numero dei sacerdoti cattolici uccisi negli ultimi mesi in quest’area: a marzo era stato trovato morto padre Clemente Ugwu. Offu è il 13.mo prete ucciso nel mondo in questo 2019.

Le tensioni in Nigeria

Resta alta la tensione in Nigeria a causa dai pastori nomadi di etnia fulani che, fuggendo dalla desertificazione che avanza, invadono e sottraggono con la violenza le terre agli agricoltori. Nel giugno 2018 gli scontri nello Stato di Plateau provocarono almeno cento morti; oltre 400 le vittime nello Stato di Beneue. A questo si aggiungono le violenze da parte dei terroristi di Boko Haram. I vescovi stanno chiedono da tempo al governo centrale e al capo dello Stato, Muhammadu Buhari, anch’egli di etnia fulani, di fermare gli attacchi. “In fondo il compito dei missionari e dei religiosi”, continua padre Albanese, “è sempre quello di affermare il sacrosanto rispetto nei confronti della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio”.

03 agosto 2019, 14:55