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Migranti guatemaltechi in arrivo negli Usa Migranti guatemaltechi in arrivo negli Usa 

Migranti Guatemala: Chiesa perplessa su possibile accordo con gli Usa

“Si desista dal firmare accordi che sarebbero gravemente lesivi per il bene e la sovranità stessa del Paese”: lo chiede, in una nota, la Conferenza episcopale del Guatemala (Ceg), in vista di un ventilato accordo tra il Presidente Usa Donald Trump, ed il suo omologo guatemalteco, Jimmy Morales, in tema migratorio

L’intesa, se venisse siglata, renderebbe il Guatemala "terzo Paese sicuro" per i richiedenti asilo in attesa di vedere evasa la loro richiesta negli Stati Uniti. Di fatto, l’ipotesi è stata per il momento congelata dopo l’intervento della Corte Costituzionale guatemalteca, che ha ammesso il ricorso contro il possibile accordo, presentato dal procuratore per i Diritti umani, Jordán Rodas. Il presidente Morales, peraltro a fine mandato, ha così rinviato il suo incontro con Trump, previsto per oggi alla Casa Bianca. Un comunicato emesso ieri dalla Presidenza della Repubblica afferma di voler attendere la sentenza della Corte e sottolinea che il capo di Stato "in nessun momento ha previsto di firmare un accordo per trasformare il Guatemala in un Paese terzo sicuro",

La preoccupazione dei vescovi

“Il tema migratorio, sia per i nostri migranti che per quelli che attraverso il nostro territorio – scrive la Ceg - sia considerato di primissima importanza, tanto dal settore pubblico che da tutte le nostre società”. Il comunicato ha per titolo il versetto biblico “Mio padre era un Arameo errante” (Dt 26,5) ed esprime “l’enorme preoccupazione” dei vescovi “di fronte alle conseguenze di tale accordo che acuirebbe ancora di più la difficile situazione dei migranti” in Guatemala”.

Il compito dei governi

“L’azione dei governi – sottolineano ancora i presuli - dovrebbe incentrarsi nella loro responsabilità di provvedere per la popolazione un minimo di opportunità per una vita degna”. Inoltre la Ceg è convinta che il Guatemala non riuscirebbe a farsi carico dei migranti provenienti da altri Paesi e di quelli in attesa di risposta dagli Stati Uniti, fornendo loro sicurezza, assistenza sanitaria, alloggi adeguati ed eventuali possibilità lavorative.

Appello alla trasparenza

Infine, i vescovi esprimono “la loro grande inquietudine per la poca trasparenza con cui è stato trattato l’argomento, quando è di grandissima importanza pubblica e interessa tutto il Paese” e manifestano il timore “di fronte ad una evidente imposizione che significherebbe la cessione della sovranità e porterebbe gravi danni al popolo del Guatemala”. (Agenzia Fides – Sir)

 

15 luglio 2019, 12:20