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Incontro dei Segretari Generali delle Conferenze episcopali d’Europa Incontro dei Segretari Generali delle Conferenze episcopali d’Europa 

CCEE: riflessione su gerarchia e carisma nella Chiesa

E' terminato giovedì scorso il 47° incontro dei Segretari Generali delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE). Al centro della riflessione dei vescovi il rapporto tra doni gerarchici e doni carismatici

Salvatore Tropea – Città del Vaticano

Vitale, per la Chiesa, è il “discernimento dei doni” presenti all’interno di essa, purché sia “esercitato in relazione a più ampi orizzonti culturali e religiosi”, in particolare con uno sguardo alla “coessenzialità tra doni gerarchici e doni carismatici, suscitati dal medesimo Spirito”. Su questi temi si è concentrato l’annuale incontro dei Segretari Generali della CCEE, tenutosi dal 1 al 4 luglio a Birmingham, in Inghilterra, presso il St. Mary's College Oscott.

L’importanza della dimensione carismatica

Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, è intervenuta durante l’incontro per portare la sua testimonianza sull’importanza dei vari carismi all’interno della Chiesa, con una relazione dal titolo “Profilo petrino e profilo mariano: insieme per una nuova Pentecoste”. La Voce ha sottolineato l’esistenza della “coessenzialità tra doni gerarchici e doni carismatici nella Chiesa. Suscitati dal medesimo Spirito - ha detto - essi hanno ambedue la stessa origine e lo stesso scopo, pur nella diversità dei ruoli e dei compiti”. Per la presidente dei Focolari le diverse realtà “che nascono da un carisma hanno bisogno di vivere ben innestati nell’insieme della compagine ecclesiale di cui fanno parte e di coltivare un fecondo interscambio con tutte le altre realtà”. “Ma anche la Chiesa locale, le diocesi e le parrocchie - ha sottolineato - hanno bisogno di aprirsi alla ricchezza e varietà dei carismi che portano nel loro seno”. Maria Voce ha poi precisato che “assicurare l’ecclesialità dei carismi non dovrebbe significare relegarli all’interno della Chiesa, ma piuttosto spingerli verso l’esterno, ciascuno secondo la propria specificità”. “Non si tratta di fare tutti insieme la stessa cosa, stando fermi ‘a casa’, ma di mettersi in cammino nelle direzioni più diverse, animati dalla comune ansia di arrivare fino ai confini della terra”. Infine ha indicato il profilo mariano della Chiesa quale dimensione che “insegna come dar vita a una pastorale autenticamente generativa”.

Il ruolo del discernimento

La seconda relazione dell’incontro, tenuta dall’arcivescovo emerito di Southwark, mons. Kevin McDonald, già Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, si è concentrata, invece, sul tema delle questioni aperte e degli orizzonti nel rapporto tra “Carisma e Istituzione”. Mons. McDonald ha ricordato l’esperienza personale di Papa Francesco con il “Rinnovamento Carismatico dai tempi in cui era Arcivescovo di Buenos Aires e quel contesto - ha spiegato il presule - ha significativamente influenzato la sua percezione del Rinnovamento. Ha descritto il Rinnovamento come ‘una corrente di grazia ecumenica’”. Un passaggio cruciale secondo McDonald, perché fa capire come il Rinnovamento sia “una grazia ecumenica, un dono riversato su tutti i cristiani e quindi una grazia che dovrebbe riunire i cristiani, che dovrebbe spingere alla riconciliazione tra comunioni cristiane separate”. L’arcivescovo emerito di Southwark ha poi analizzato la lettera Iuvenescit Ecclesia, che nel 2016 la Congregazione per la Dottrina della Fede indirizzò ai vescovi proprio sul tema della relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa. McDonald ha fatto riferimento al Concilio Vaticano II e ad alcuni saggi scritti nel decennio dopo il Concilio per affermare che questo tema non può essere trattato semplicemente come un problema interno alla Chiesa cattolica perché, quando si affronta la questione dei carismi, gli orizzonti si allargano. “La parola chiave - ha concluso - deve essere sicuramente il discernimento, di cui parla molto Papa Francesco. Il discernimento dei doni all’interno della Chiesa è vitale, ma il discernimento deve essere esercitato anche in relazione ai più ampi orizzonti culturali e religiosi che formano il mondo globalizzato in cui viviamo”. I lavori sono proseguiti e si sono conclusi con la presentazione delle attività delle quattro Commissioni del CCEE (Evangelizzazione e Cultura, Famiglia e Vita, Giovani, Pastorale Sociale) svolte nell’ultimo anno. Ampio spazio, infine, ha avuto lo scambio di esperienze e la condivisione di informazioni da parte dei Segretari Generali che hanno raccontato le attività svolte nelle singole Conferenze episcopali e presentato gli impegni in calendario per il prossimo anno.

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06 luglio 2019, 11:11