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Ad Assisi la giornata di preghiera per il Venezuela

Una giornata di preghiera per la pace dedicata al Venezuela. L’invito a partecipare è stato lanciato dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino

Eugenio Serra – Città del Vaticano

Un invito alla preghiera dedicata al Venezuela è stato proposto in occasione dell’appuntamento di preghiera per la pace che si ripete il 27 di ogni mese, in ricordo dello storico incontro interreligioso del 1986, promosso da Papa Giovanni Paolo II nella città umbra, proprio il 27 ottobre di quell’anno.

La preghiera non va in vacanza

“È tempo di vacanze. Ma la preghiera non va in vacanza. Essa è la sentinella dell’umano - scrive il vescovo nel suo invito alla preghiera -. E se anche sui conflitti armati cala l’attenzione dell’opinione pubblica, la preghiera viene a scuoterci. Ci mette in sintonia con il cuore di Dio e ci rende sensibili alla sofferenza dei fratelli. Questo mese vogliamo guardare al Venezuela. Questo Paese sta vivendo una grave crisi, di cui si è molto parlato negli scorsi mesi. Ora questa crisi sembra scomparsa dai titoli dei notiziari”.

Un invito a pregare rivolto a tutti

Non è previsto un momento comune di preghiera. Ognuno è invitato a pregare nei vari momenti e nelle celebrazioni eucaristiche della giornata del 27 luglio. “Siamo grati – scrive il vescovo di Assisi nell’invito - a quanti vorranno unirsi a noi anche di altre tradizioni religiose”.

Papa Francesco e l’attenzione per il popolo venezuelano

Papa Francesco ha riacceso l’attenzione sulla sofferenza di quelle popolazioni al termine della preghiera dell’Angelus di domenica 14 luglio in cui ha detto: “Ancora una volta desidero esprimere la mia vicinanza all’amato popolo venezuelano, particolarmente provato per il perdurare della crisi. Preghiamo il Signore di ispirare e illuminare le parti in causa, affinché possano quanto prima arrivare a un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente per il bene del Paese e dell’intera regione.” “Con la nostra preghiera – conclude mons. Sorrentino nell’invito – vogliamo accompagnare i colloqui dei rappresentanti delle parti che si confrontano affinché si giunga presto in Venezuela a una pace giusta e duratura”.

Favorire il processo di pacificazione nel Paese

Il Venezuela non è più al centro delle attenzioni delle cronache, è una società che sta soffrendo e tutti noi dobbiamo contribuire a sostenere questo popolo e noi lo facciamo con la preghiera: con queste parole apre l’intervista ai microfoni di Vatican News il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino.

Ascolta l'intervista a Domenico Sorrentino

Perché avete deciso di dedicare questa giornata di preghiera per la pace al Venezuela?

R. – Il Venezuela è uscito un po’ fuori dalle cronache, che per qualche momento lo hanno visto in grande auge, ed è invece in una condizione in cui davvero tutta l’umanità deve essere preoccupata di favorire il processo di sviluppo della democrazia e di pacificazione nelle sue varie anime, in un momento storico in cui la società venezuelana sta soffrendo. Facciamo questo con il nostro stile, cioè quello della preghiera fatta nel cosiddetto “Spirito di Assisi”, inaugurato il 27 ottobre 1986 da Giovanni Paolo II. Crediamo nella forza della preghiera. Il Papa recentemente ci ha rilanciato l’attenzione al Venezuela e noi vogliamo sostenere la sua iniziativa con la preghiera che facciamo da cristiani, da cristiani di diverse confessioni, e anche in comunione con credenti di altre religioni che si uniscono a noi. Crediamo nella forza della preghiera non perché vogliamo scaricare sul Signore le nostre responsabilità, ma perché ce le vogliamo assumere, sapendo che da soli non andremmo molto lontano. Dunque, abbiamo bisogno della grazia del Signore che scioglie le durezze dei cuori.

A proposito delle parole del Papa, anche nell’ultimo Angelus ha mostrato attenzione per il Venezuela e anche in altre occasioni …

R. - Sì. Il Papa sta facendo il lavoro che a lui spetta: invocare una ragionevolezza e una sapienza dl cuore tra quanti sono adesso alla ricerca di una nuova composizione di equilibri per dare a questo Paese la pace che gli spetta, la pace sociale e la pace delle istituzioni. Sicuramente non è una situazione facile, non è un nodo facile da sciogliere. Ecco perché accanto alle forze di carattere diplomatico, politico ed economico la forza della preghiera fa la differenza.

Siete in contatto con diocesi venezuelane? Arrivano delle notizie da lì?

R. - Noi abbiamo accolto diversi venezuelani venuti con problemi in quella nazione. Li abbiamo accolti volentieri, stanno in mezzo a noi, e attraverso di loro siamo in contatto con la realtà del Paese e anche con alcuni vescovi che ce li hanno presentati. Alcuni mesi fa sono venuti i vescovi del Venezuela che erano in visita dal Papa. Con loro abbiamo fatto un incontro nel quale abbiamo cercato anche di capire meglio le dinamiche complesse di quella situazione. Noi desideriamo stare accanto a loro, in particolare a quanti soffrono di più e pregare perché prevalga nel confronto la ragionevolezza, la voglia di risolvere definitivamente i problemi.

Oggi invitate tutti a pregare, anche al di fuori delle celebrazioni quotidiane...

R. - L’appuntamento del 27 di ogni mese è un appuntamento spirituale, cioè ognuno prega nel luogo in cui si trova. È un rendez-vous, un appuntamento spirituale. Invitiamo alla preghiera conoscendone il valore e mostrando come da persone di fede, di qualunque religione, possiamo davvero collaborare alla grande causa della pace.

 

 

27 luglio 2019, 14:35