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Controlli della polizia a Tapachula Controlli della polizia a Tapachula  (ANSA)

Messico: uccisa in chiesa una catechista. Appello dei vescovi

“Siamo stati vittime della violenza generalizzata che vive il Paese”: è quanto afferma mons. Jaime Calderón Calderón, vescovo di Tapachula, in Messico, dopo che una catechista è stata uccisa durante un assalto ad una chiesa cattolica nel comune di Acacoyagua, nello stato del Chiapas

“Sabato 15 giugno, alla fine del corso di preparazione dei catechisti nella chiesa dell'Immacolata Concezione, della parrocchia San Marcos Evangelista, due giovani sono entrati e prendendo le armi hanno iniziato a sparare – ha spiegato il presule - Uno dei proiettili ha ferito Margeli Lang Antonio, che è morta quasi subito”.

Non ci si deve abituare alla violenza

“Siamo vicini alla sua famiglia – ha concluso mons. Calderón - Come famiglia diocesana non possiamo abituarci a questi fatti di violenza che dimostrano un degrado sociale e morale della comunità umana". Parlando, poi, con la stampa, il presule ha sottolineato che "la decomposizione sociale è dovuta a una mancanza di salute integrale delle comunità. Quando non c'è lavoro, quando c'è ingiustizia, quando c'è impunità, quando c'è un'ambizione eccessiva per il denaro, quando la vita delle persone ha un prezzo, allora tutto ha un prezzo e chi ha il denaro, comanda”.

Incontro con il Capo dello Stato

Intanto, lunedì 17 giugno, la Conferenza episcopale del Messico (Cem) ha iincontrato Andrés Manuel López Obrador, Presidente della Repubblica, al fine "di iniziare un dialogo fraterno con la volontà di collaborare nella costruzione di una società più giusta, solidale e in pace". I vescovi, si legge nel comunicato diffuso al termine dei lavori, hanno toccato due temi fondamentali: l'emergenza migratoria e la costruzione della pace. Riguardo al primo, si legge nella nota, “la Chiesa continua ad offrire le sue risorse: 95 diocesi, 10 mila parrocchie, più di 130 alberghi e migliaia di operatori pastorali in tutto il territorio messicano impegnati nella missione umanitaria e nella difesa dei diritti umani”. La Presidenza della CEM ha quindi sottolineato che occorre “una maggiore collaborazione congiunta per garantire la sicurezza dei migranti”.

Rafforzare lo Stato di diritto e promuovere il bene comune

Sul secondo tema, i vescovi intendono dare il loro contributo alla ricostruzione del tessuto sociale e al rafforzamento dello stato di diritto, attraverso il Piano di Costruzione della Pace, “che comprende centri di ascolto, centri per la difesa dei diritti umani, accompagnamento delle vittime e workshop di educazione alla pace”. “La sofferenza di tante famiglie messicane per la violenza e l’insicurezza chiede con urgenza la nostra fraterna collaborazione” sottolinea il testo. Il comunicato della CEM si conclude sottolineando che la Chiesa intende adempiere alla sua missione partecipando alla ricerca del bene comune, “in una linea di laicità positiva, in cui l'esercizio pieno della libertà religiosa fortifica la democrazia”. (Agenzia Fides)

 

18 giugno 2019, 12:56