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Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito  

Martinez (RnS): Charis, nuovo servizio per l’unità nella diversità

Nella Solennità di Pentecoste ha preso il via Charis, il nuovo servizio di comunione delle realtà carismatiche voluto da Papa Francesco. Salvatore Martinez spiega a Vatican News le sfide che attendono le comunità del Rinnovamento nello Spirito di tutto il mondo

Marco Guerra – Città del Vaticano

E’ in vigore da ieri, Solennità di Pentecoste, Charis (Catholic Charismatic Renewal International Service) il nuovo servizio internazionale di comunione per la corrente di grazia del Rinnovamento Carismatico, istituito, per volontà del Papa, dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Oltre 500 responsabili del Rinnovamento riuniti in Vaticano

La nuova realtà ha iniziato le sue funzioni dopo tre giorni di conferenza internazionale dei leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, che si è tenuta in Vaticano da giovedì 6 giugno a sabato 8. Più di 550 responsabili delle comunità di tutto il mondo si sono riuniti per pregare insieme e mettersi all’ascolto dello Spirito Santo.

L’udienza con il Papa

Sabato ha avuto luogo una mattinata di testimonianze e di preghiera culminata con l’udienza con Papa Francesco, che per l’occasione ha rivolto un messaggio a tutti i carismatici del mondo in cui ha evidenziato questa nuova tappa “segnata dalla comunione tra tutti i membri della famiglia carismatica”. Infine domenica mattina, Pentecoste, tutti i responsabili del Rinnovamento Carismatico hanno partecipato alla Messa in Piazza San Pietro. 

Martinez: unità nella diversità

Per comprendere le ragioni che stanno alla base della nascita di questo nuovo servizio comunione e quali cambiamenti esso introdurrà nell’organizzazione del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Vatican News ha intervistato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito

R. – Il Papa ha osservato che comincia una nuova tappa segnata dalla comunione tra tutti i membri della famiglia carismatica. Ed è proprio così: il Rinnovamento, in questi 52 anni, si è espresso come una grande costellazione; il suo divenire è stato profondamente diverso: scuole, ministeri, gruppi, comunità, comunità di alleanza, congregazioni, università. Unità che non è mai mancata in realtà nel Rinnovamento, ed era in qualche modo rappresentata da due organismi: l'Iccrs e la Fraternità delle Comunità di Alleanza. In primo luogo, il Papa ha voluto che questi due organismi divenissero uno, e che venisse segnalato in modo più forte nel cuore della Chiesa il bisogno che il Rinnovamento esprima questa unità nella diversità.  Dunque è un servizio alla comunione tra tutti i membri del Rinnovamento.

Il Papa ha inoltre lanciato un monito circa la tentazione di 'costruire nidi', e ha sottolineato che dal nido alla setta il passo è breve. Lo Spirito Santo unisce i distanti. Ecco, farete vostre queste parole?

R. – Sono un programma di vita da quando il Rinnovamento è sorto, proprio perché non è un movimento unificato, non ha un unico fondatore, non è un’unica organizzazione internazionale come gli altri movimenti ecclesiali propriamente detti. E dunque il bisogno di sottolineare che l’unità è nella diversità e dunque che si può essere distinti ma non divisi. Dunque non è un’unità tra divisi ma tra distinti, e questo è un messaggio estremamente importante. La tentazione che ci sia il leaderismo, dei capi a vita, persone che non si sottopongano al discernimento comunitario. Insomma, un certo orgoglio carismatico che non mancava già ai tempi di San Paolo. È una raccomandazione che il Papa ha sempre fatto, all’indirizzo di tutti i movimenti, che noi ben raccogliamo e rispetto alla quale questo servizio di comunione certamente potrà garantire l’adempimento del desiderato del Papa, che peraltro sta proprio nella missione che lo Spirito Santo svolge all’interno del Rinnovamento.

Il Papa invita quindi a non avere paura e a mettersi al servizio. Cosa può offrire la realtà carismatica alla Chiesa cattolica?

R. – Può offrire e ha offerto tanto. Non si dimentichi che, proprio in questa sua grande diversificazione, rappresenta il movimento più diffuso al mondo. Secondo le stime dei sociologi sono oltre 100 milioni i cattolici che aderiscono a questa corrente di grazie. E se andiamo in termini trasversali all’interno della grande famiglia ecumenica, allora si superano addirittura i 400 milioni di cristiani. Dunque, intanto è una realtà proprio perché guidata dallo Spirito; può dare risposte fondamentali ai bisogni del nostro tempo. La crisi è spirituale; il Rinnovamento è un principio di animazione spirituale in ordine sociale, nella vita della Chiesa. Soprattutto, intorno ai due grandi temi: della preghiera e dell’evangelizzazione, è capace di rigenerare la fede e di trasmetterla. Questa è indubbiamente una delle più grandi sfide oggi della Chiesa cattolica nel mondo, e direi in generale del cristianesimo tutto.

Per il lancio di questo servizio di comunione c’è stato un grande incontro in Vaticano. Quali temi e quali sfide sono emersi?

R. – Il Santo Padre ha ribadito in questi giorni ciò che aveva già detto allo Stadio Olimpico nella grande convocazione del Rinnovamento nel 2015, e ancora al Giubileo del Circo Massimo, il Giubileo d’oro del Rinnovamento, nel 2017. Tre parole fondamentali che sono a cuore al Santo Padre. Il Battesimo dello Spirito, che è una grazia di rinnovamento per tutta la Chiesa, una grazia di conversione a Cristo e di riscoperta della vita sacramentale e carismatica. In secondo luogo, unità: il Rinnovamento è una grazia di riconciliazione, e secondo il Santo Padre deve svolgere un ruolo da protagonista intorno alla causa dell’ecumenismo spirituale e dell’ecumenismo del sangue. E in terzo luogo, il servizio ai poveri. Il Santo Padre ha detto: “Non sarà un Rinnovamento comunista ma un Rinnovamento cristiano se si prende cura dei poveri”. E del resto Gesù ci ricorda che se lo Spirito scende ed unge Gesù come è per ciascun cristiano, allora non possiamo che stare fuori dal tempio, ed entrare nel tempo, e prenderci cura dell’uomo, dell’uomo povero, dell’uomo ferito, e salvaguardare e promuovere la sua dignità integrale e trascendente.

 

 

 

 

 

 

10 giugno 2019, 13:26