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Vescovi del Venezuela: stop a “uso criminale” della forza contro i manifestanti

Forte condanna dei vescovi venezuelani contro la violenza “letale” usata dalle forze di sicurezza contro le manifestazioni avvenute tra il 30 aprile e il 2 maggio

Alina Tufani - Città del Vaticano

“Le azioni criminali, la violenza e la repressione avvenute nelle manifestazioni sono in contrasto con gli obblighi di rispetto e garanzia dei diritti umani sanciti dalla Costituzione venezuelana e violano i trattati internazionali sottoscritti dalla Repubblica”. Questa la denuncia della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale venezuelana, espressa in un comunicato pubblicato ieri, al termine delle proteste che hanno nuovamente sconvolto la nazione sudamericana.

Inaccettabili attacchi contro cittadini, chiese e stampa

Il comunicato esprime la preoccupazione dell’episcopato venezuelano per gli eventi accaduti durante le manifestazioni che, tra il 30 aprile al 2 maggio, hanno lasciato un tragico bilancio di 4 persone uccise, oltre 300 feriti e 240 persone arrestate, secondo il rapporto del Foro Penale, organizzazione per i diritti umani. In particolare, l’episcopato respinge gli attacchi alla libertà di stampa. “Dodici lavoratori - si legge nel testo - sono stati vittime di diversi tipi di violenza, cinque giornalisti feriti a colpi di arma da fuoco, una emittente radio saccheggiata e almeno tre media oscurati. Inoltre, i vescovi condannato il violento attacco, dello scorso primo maggio, al tempio di Nostra Signora di Fatima nel Barrio Sucre di San Cristóbal, nello Stato di Táchira.

Sotto accusa le forze dell’ordine

La Commissione Giustizia e Pace “esige, ancora una volta, dai superiori del corpo della Guardia nazionale (GN), della Pnb (Polizia nazionale bolivariana), del Sebin (Servizio nazionale d’intelligenza e dai coletivos (gruppi paramilitari pro-governativi), il rispetto dei diritti umani e la fine dell’uso criminale della forza letale per il controllo delle manifestazioni, così come l'immediato rilascio di quanti sono detenuti arbitrariamente”. Il comunicato dell’episcopato ricorda ai membri delle forze dell’ordine che il rispetto dei diritti civili e politici è inviolabile e che la loro trasgressione rappresenta un delitto imprescrittibile che non può essere giustificato dall’obbligo di obbedienza ai superiori.

Pregare per la restaurazione della pace

Infine, i vescovi esortano i fedeli e gli uomini e le donne di buona volontà a pregare per la restaurazione della concordia e della fraternità, per l'eterno riposo dei defunti e la consolazione dei parenti delle vittime.

03 maggio 2019, 12:57