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Fedeli in preghiera durante la Messa celebrata dal Papa ad Abu Dhabi - febbraio 2019 Fedeli in preghiera durante la Messa celebrata dal Papa ad Abu Dhabi - febbraio 2019  (ANSA)

Celebrazioni della Pasqua a Abu Dhabi. P. Cervellera: migliaia in preghiera

Sono tanti e giunti anche da molto lontano i fedeli che adorano l'Eucaristia e che partecipano, dopo la Messa in Coena Domini, ai riti del Venerdì Santo. La testimonianza da Abu Dhabi di padre Bernardo Cervellera direttore di Asia News

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Nel cortile della cattedrale di san Giuseppe, ad Abu Dhabi, i fedeli sono davvero tanti. Qui Papa Francesco, si è fermato nella prima tappa del suo ultimo giorno del viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, per una visita in forma privata in questa che è una delle due sole chiese cattoliche diella città. Era il 5 febbario occasione per il Pontefice di raccogliersi in preghiera prima di andare a celebrare la grande Messa nello Zayed Sports City davanti a 180mila persone

Speranza in Cristo: giustizia sociale e rispetto dei diritti

Padre Bernardo Cervellera missionario del PIME e direttore dell’Agenzia di stampa Asia News, è tra i fedeli in questi giorni ad Abu Dhabi e racconta a Vatican News di come si sta vivendo la Settimana Santa nel "piccolo gregge" di cattolici: la partecipazione anche con grandi sacrifici, il silenzio davanti al tabernacolo, l'Eucaristia condivisa da una moltitudine di volti e di etnie diverse, tutti chiamati ad essere, come disse il Papa nell'omelia del 5 febbraio scorso, "oasi di pace", "testimoni miti e caritatevoli di Gesù". Da padre Cervellera anche la sottolineatura del significato della Pasqua per i fedeli di Abu Dhabi: "speranza è la parola chiave - dice -  la Resurrezione è quella che qui si sentono più di vivere": 

Ascolta l'intervista a padre Bernardo Cervellera

R. – E’ una cosa impressionante vedere che tutta la gente in un Paese che è totalmente islamico, in un Paese con delle leggi islamiche, trova il tempo, l’ora di preghiera per staccarsi dal lavoro, il giorno di vacanza, come è oggi che è venerdì o come negli altri giorni, chiedendo ore di riposo, per partecipare alle cerimonie, alla Messa oppure semplicemente all’adorazione! Stamattina alle cinque c’era già una fila enorme per poter avere un attimo, semplicemente un attimo davanti al Santissimo: è una cosa veramente impressionante. E questo, perché? Perché la vita, qui, è tutta centrata sul lavoro, sull’efficienza, sul guadagno … e queste persone, che spesso sono anche di levatura bassa, vengono per avere il loro momento di silenzio davanti al Santissimo. E vengono diversissimi: io ho incontrato sia occidentali – italiani, inglesi, scozzesi, francesi – ma anche persone del Medio Oriente, così come anche – in maggioranza, devo dire – indiani, filippini, srilankesi, nepalesi. E’ una cosa incredibile, perché sembra l’Apocalisse: una moltitudine di razze, popoli e lingue che lodano il Signore.

Che Pasqua sarà, secondo lei, per questo piccolo gregge che però il Papa ha visitato – proprio nella cattedrale di San Giuseppe il Papa è passato prima di andare a dire la Messa allo stadio?

R. – Una Pasqua senz’altro di speranza. La resurrezione di Gesù è quello che queste persone si sentono più bisognose di vivere. Diciamo che la libertà religiosa che hanno i cristiani è molto data con il contagocce e quindi c’è questa difficoltà. Il messaggio del Papa e del Grande Imam di Al Azhar è stato un messaggio, anche quello, di speranza cioè di possibilità di costruire una fraternità tra cristiani e musulmani, che è quello che appunto tutti desideriamo e, magari, anche tante persone qui degli Emirati. C’è poi tutto il problema della speranza all’interno del lavoro. Adesso la situazione non è tanto florida per gli Emirati, perché il prezzo del petrolio è stato basso per molto tempo e quindi ci sono problemi economici. Poi ci sono problemi di giustizia sociale, quindi ci sono anche situazioni di violenza e di schiavismo, di diritti affermati ma non applicati. C’è la speranza, però, per tutto questo: la faccenda è che la gente non si abbatte, ma cammina, lavora, cerca di vedere qualche miglioramento, di provocarlo e questa secondo me è la forza della Resurrezione. 
 

 

19 aprile 2019, 13:52