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Lasalliani in festa a Rouen per i 300 anni della salita al cielo del fondatore

Il 7 aprile 1719, nel capoluogo della Normandia, moriva il sacerdote Giovanni Battista de la Salle, fondatore dell’Istituto dei Fratelli delle scuole cristiane, canonizzato nel 1900 e proclamato nel 1950 patrono degli insegnanti. Ieri, la veglia dei giovani e oggi la Messa solenne

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Il 6 aprile, a Rouen, in Francia, è “La giornata con san Giovanni Battista de La Salle”: il capoluogo della Normandia è il cuore delle celebrazioni per il terzo centenario della morte del fondatore dell’Istituto dei Fratelli delle scuole cristiane, più noti come Lasalliani, scomparso il 7 aprile del 1719. Il santo patrono degli insegnanti, che innovò i metodi educativi, formò i docenti, abolì le lezioni in latino e le sostituì con la lingua locale, morì a Saint-Yon, sobborgo di Rouen, dove aveva trasferito il noviziato della sua congregazione, dalla prima sede di Reims, sua città natale.

#300LaSalle, un giubileo per l’istruzione dei giovani

I suoi funerali furono un’apoteosi, con circa 30mila presenti, ma per aver scelto la missione di educare i bambini, in particolare i più poveri, in vita fu duramente osteggiato. Giovanni Battista de La Salle, sacerdote a 27 anni e fondatore della nuova congregazione a 31, rispose ad ogni ostacolo con preghiera, digiuno e sofferenza. Da più di 300 anni i Fratelli delle scuole cristiane si dedicano all’istruzione e all’educazione cristiana dei giovani, e quest’anno celebrano il giubileo #300LaSalle, concesso da Papa Francesco per i trecento anni dalla morte del fondatore, con il motto “Un cuore, un impegno, una vita”.

Le celebrazioni a Rouen, dalla Veglia alla Messa solenne

La tre giorni di Rouen, che coinvolge soprattutto i Lasalliani francesi, anche se una delegazione è partita dalla casa generalizia di Roma, è iniziata alle 19 di venerdì 5 aprile con la Veglia animata dalla pastorale giovanile della diocesi del capolugo normanno, nella cappella de La Salle. Lì, il corpo del santo è stato sepolto fino al 1906, quando i Fratelli delle scuole Cristiane, cacciati dalla Francia in seguito alle leggi contro gli ordini religiosi, ottennero da Pio X di portare l’urna in Belgio, dove era stata fissata la casa madre. Nel 1937 Pio XI decretò il defintivo trasferimento nella casa generalizia sulla via Aurelia.

300 minuti per Dio: preghiera e canti con i giovani

La veglia “300 minuti per Dio” ha previsto canti, testimonianze, momenti di lode, e adorazione, fino a mezzanotte. Sabato 6 aprile, ribattezzato “La giornata con san Giovanni Battista de La Salle”, prevede alle 10.30, nella cattedrale di Rouen, la Messa solenne presieduta da monsignor Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen, alla presenza del visitatore provinciale di Francia, fratel Jean-René Gentric, diversi fratelli consiglieri generali, delegazioni straniere, e molti fratelli e amici lasalliani da tutto il mondo.

Il nuovo libro: La Salle, un mistico in azione

Alle 15 è in programma una conferenza-dibattito animata dal Comitato per la Ricerca Lasalliana, con lo storico Bernard Hours, che presenta il suo libro "Giovanni Battista de La Salle, un mistico in azione" (Ed. Salvator). Con un approccio contemporaneo alle fonti, l’autore, un esterno all’Istituto, rivela un nuovo volto di de La Salle. Alle 18. 45 chiudono la giornata i Vespri nella cappella dell’Istituto a St-Yon, dove il fondatore è morto. Domenica 7 aprile, infine, alle 11 si celebra una Messa nella chiesa di santa Giovanna d'Arco, e nel pomeriggio sono oganizzate visite alla Rouen lasalliana.

Fratel Jorge Gallardo, spagnolo, vicario generale dell’Istituto, ricorda a Vatican News che l’anniversario della morte del fondatore non viene celebrato solo in Francia, ma in tutti gli 85 paesi nei quali i Lasalliani hanno le loro scuole.

Ascolta l'intervista a fratel Jorge Gallardo

R. – Oggi è difficile credere che 300 anni fa, quando san Giovanni Battista de la Salle è morto, ci fossero soltanto 25 scuole, quasi tutte in Francia. L’unica fuori dalla Francia era qui, a Roma. E adesso siamo praticamente in tutto il mondo. L’idea è di celebrare tutto questo con il tema “Un cuore, un impegno, una vita”. Abbiamo anche voluto sottolineare le ultime parole del fondatore secondo i suoi biografi: “Adoro in tutto la volontà di Dio per me”, che è l’ispirazione a reinventarsi continuamente e a fare lo stesso che faceva San Giovanni Battista de la Salle, anche se in modo diverso, più adatto ai bisogni che abbiamo attualmente nel mondo. L’esperienza della Resurrezione, come chiave per interpretare la celebrazione del tricentenario, e l’icona che sostiene questa riflessione, è il racconto dei discepoli di Emmaus nel Vangelo di Luca. Abbiamo invitato tutte le province lasalliane ad accettare l’invito di Papa Francesco ad andare al di là delle frontiere, essere vicini a quelli che hanno più bisogno dell’educazione.

A più di quattro mesi dall’apertura, quale bilancio si può fare del giubileo lasalliano? Quali esperienze e iniziative sono nate?

R. – Abbiamo pensato di lasciare a ogni regione dell’Istituto – siamo divisi in cinque regioni – il compito di creare, inventare un nuovo apostolato. Si è aperta una comunità a Tabatinga, che è la triplice frontiera dell’Amazzonia tra Brasile, Colombia e Perù. Qui in Europa, si è deciso di aprire una comunità a Bruxelles, nel quartiere più difficile, quello di Molenbeek. Tra qualche settimana dovremmo riuscire ad aprirla. In Africa ci sono due opere, una a Rumbek, nel Sud Sudan, per ragazzi, in collaborazione con le suore di Loreto, e una - con un liceo sempre per ragazzi - in Ghana, Paese che per noi è nuovo.

Poi, in Papua Nuova Guinea - nella regione dell’Asia e del Pacifico - abbiamo una scuola tecnica per ragazzi poveri e un altro progetto a Sangkhlaburi, alla frontiera tra Thailandia e Myanmar, che assiste i migranti, soprattutto quelli provenienti dal Myanmar che vengono verso la Thailandia in cerca di lavoro. Siamo contenti perché queste opere erano nate come una sfida, una per regione, e adesso abbiamo otto opere nuove.

Ci sono anche tre nuove università. Infatti, uno degli appelli che avevamo lanciato era fare qualcosa per la formazione universitaria in Africa, il continente con più giovani. Abbiamo aperto adesso, in collaborazione con la Conferenza episcopale dell’Etiopia, l’università cattolica etiopica, insieme a un centro per insegnanti e a una scuola tecnica per adulti a Douala, in Camerun, dove abbiamo già oltre 2.000 allievi. Poi c’è un progetto un po’ più ambizioso con sede a Ouagadougou, nella Repubblica del Burkina Faso, un’università unica, l’Université Lasalliane d’Afrique o Lasallian University of Africa.

E’ bellissimo reinventarsi in questa maniera dopo 300 anni, è una cosa che invita a fare anche di più. Ed è bello vedere come una proposta che viene dal centro dell’Istituto ha un’eco, una risposta positiva in ogni Paese, in ogni scuola. Ad esempio, abbiamo lanciato una canzone per il trecentenario, e adesso abbiamo non soltanto la traduzione di questa canzone nelle lingue locali, ma è stato lanciato anche un concorso di canzoni lasalliane per il giubileo. Abbiamo ricevuto quasi 30 canzoni che parlano di questo.

Un’altra idea che era nata qui, dal centro dell’Istituto, è promuovere il pellegrinaggio lasalliano: all'inizio pensavamo ai luoghi nei quali il fondatore è stato: in Francia, qui a Roma dove c’è la casa generalizia e la tomba. Ma poi abbiamo visto con gioia che in ogni Paese sono stati creati percorsi di pellegrinaggio lasalliani, anche con un “passaporto lasalliano”, come quelli per il Cammino di Santiago dove le persone possono avere un timbro in ogni luogo che visitano e che abbia un riferimento con La Salle. I lasalliani si organizzano per visitare le altre scuole o opere lasalliane, per visitare le chiese dedicate a San Giovanni Battista de La Salle. Qui a Roma siamo lieti di avere tanti gruppi di lasalliani che vengono in pellegrinaggio.

Dall’11 al 15 maggio seminario giubilare a Roma

I prossimi eventi internazionali del giubileo lasalliano sono previsti il 30 aprile, sempre in Francia, ma a Reims, dove verrà festeggiato l’anniversario della nascita di Giovanni Battista de La Salle, nel 1651, primogenito di dieci figli dei quali tre divennero sacerdoti e una religiosa. Dall’11 al 15 maggio infine, a Roma, è previsto un seminario che coinvolgerà tutti i fratelli sulla fedeltà creativa al carisma del fondatore, e in quell’occasione verranno festeggiati i 10, 20, 30 ma anche 50 anni di consacrazione dei fratelli e quelli di servizio degli associati laici. Il 16 maggio, infine, il superiore generale, fratel Robert Schieler con i membri del consiglio generale dell’Istituto saranno ricevuti in udienza privata da Papa Francesco in Vaticano.

Una congregazione religiosa laicale fondata nel 1682

La Congregazione religiosa laicale è stata fondata nel 1682 a Reims da san Giovanni Battista de La Salle per dare un’istruzione e un’educazione gratuita ai bambini delle classi più povere della Francia di allora. Ai suoi “fratelli” il fondatore chiese una dedizione totale a questa missione, fino a rinunciare al sacerdozio e allo studio del latino che al sacerdozio apriva la strada. Questa scelta si traduceva in un “voto di insegnare gratuitamente ai poveri”.

De la Salle: innovazioni all’origine della pedagogia moderna

Alcune intuizioni geniali del santo (l’istituzione della scuola magistrale, il metodo simultaneo, l’insegnamento nella lingua madre e non più in latino, il divieto delle punizioni corporali…) portarono nella scuola metodi innovativi che sono considerati all’origine dei successivi sviluppi della moderna pedagogia. Oltre a quella che oggi chiameremmo “scuola primaria”, il de la Salle istituì scuole domenicali per i giovani lavoratori e i primi convitti per studenti, cominciando da quello che ospitò un gruppo d’irlandesi in esilio.

Il “no” al latino e la vocazione alla concretezza

Il divieto del latino, se da un lato suscitava il disprezzo degli intellettuali di allora (in Italia furono a lungo chiamati Ignorantelli), indirizzò la loro opera verso la praticità e la concretezza: per esempio un’anteprima d’Istituto Nautico a Calais e a Saint Malo o corsi di contabilità nelle regioni dove più attivi erano i commerci. L’Istituto fu soppresso durante la Rivoluzione Francese, ma Napoleone lo volle reintegrare e da quel momento crebbe in modo esponenziale, tanto che da 160 i Fratelli divennero quasi 15 000 alla fine dell’800.

Dal 1904, sparsi in tutto il mondo

Le leggi di secolarizzazione del 1904 che portarono alla chiusura delle scuole cattoliche in Francia, provocarono una diaspora dei Fratelli che sparse la Congregazione nel mondo. Il numero più alto di religiosi si contò nel 1966, poi la crisi delle vocazioni, comune a tanti ordini e congregazioni, portò ad un graduale declino. Tuttavia è stato possibile mantenere le opere vive e prestigiose coinvolgendo nella gestione e nell’insegnamento tanti laici lasalliani.

784 mila studenti nel mondo e 7mila in Italia

Oggi i Fratelli delle scuole cristiane sono presenti in 85 paesi del mondo con 784 mila studenti. Operano in 912 istituzioni con una forza di 63 mila tra religiosi e laici in associazione. In Italia sono presenti con 20 istituzioni scolastiche di diverso grado, dall’infanzia alle superiori, scuole di seconda opportunità, un collegio a Paderno del Grappa, due pensionati a Milano e Torino. I fratelli presenti in Italia sono circa 160, quasi mille i dipendenti, circa 7 mila i ragazzi che usufruiscono della proposta educativa.

Servizio nel disagio giovanile e nelle periferie

Ora che l’istruzione pubblica è generalmente garantita a tutti, i Fratelli sperimentano altre vie per continuare tra i giovani l’opera voluta dal loro fondatore. La scelta della povertà condivisa li porta oggi a lavorare, anche fuori della scuola, tra il disagio giovanile, nei paesi in via di sviluppo, nelle periferie delle grandi città.

Figure straordinarie come fratel Tortoreto e fratel Angelino

Il seme gettato più di 300 anni fa da san Giovanni Battista de la Salle ha dato alla Chiesa 12 santi e 23 beati, oltre a migliaia di altre figure straordinarie di uomini e di educatori. Per restare in Italia ricordiamo tra i tanti fratel Teodoreto Garberoglio, fondatore di quella Casa di Carità arti e mestieri che oggi in Piemonte, ma non solo, è modello apprezzato di formazione professionale. E fratel Angelino Guiot che gli Ebrei iscrissero nel Libro dei Giusti per aver sfidato le SS e salvato i suoi alunni ebrei nell’ultima guerra a Rodi.

06 aprile 2019, 08:30