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Bambini africani Bambini africani   (AFP or licensors)

La Chiesa africana chiede aiuto per combattere la piaga degli abusi

Intervista al presidente della Conferenza Episcopale del Sudan, a pochi giorni dalla conclusione del summit in Vaticano sulla protezione dei minori: abusi anche su donne e persone indifese. Da soli non ce la possiamo fare, servono persone competenti e preparate

Federico Piana - Città del Vaticano

Mons. Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura Yambio e presidente della Conferenza Episcopale del Sudan, accetta di buon grado di accendere i riflettori sugli abusi in Africa, a pochi giorni dalla conclusione del summit vaticano sulla protezione dei minori, al quale ha preso parte invitato da Papa Francesco. La premessa dell’intervista è un ringraziamento al Santo Padre “che ci ha permesso di prendere coscienza delle violenze che hanno sconvolto tutto il mondo e che meritano la nostra richiesta di perdono e la nostra presa in carico di parte delle responsabilità”.

Non solo minori, abusi anche su donne e persone incapaci

In Africa non ci sono solo gli abusi sui minori. La Chiesa del continente si trova a dover fare i conti anche con altri tipi di violenze che coinvolgono il clero. “Ad esempio - spiega mons. Kussala – gli abusi su persone adulte incapaci di difendersi e quelli sulle donne. Abbiamo molti casi in cui preti hanno avuto dei figli: la Chiesa africana sta lavorando per capire in quale modo poter rispettare questi bambini i quali hanno il diritto di avere un padre e una madre. Allora, per noi questa è un’altra importante sfida”. Poi il presule vuole smentire la voce troppo frequente secondo la quale la Chiesa africana sia stata, negli anni, omertosa: “Il silenzio – sottolinea con decisione – ha colpito tutta la Chiesa: per molto tempo nessuno parlava con voce alta degli abusi, cosa che invece oggi è cambiata”.

Ascolta l'intervista a mons. Hiiboro Kussala

La chiesa africana da sola non ce la può fare

Mons. Kussala lancia un appello: la Chiesa africana può combattere gli abusi solo se viene aiutata. “Noi vescovi africani lo abbiamo ribadito anche durante il summit in Vaticano” ricorda. “Nelle nostre diocesi mancano sacerdoti e laici preparati sulle leggi degli Stati o sul diritto canonico: bisogna prepararli. Inoltre, in tutte le diocesi deve essere creato un ufficio ad hoc che si occupi di contrastare gli abusi. Quindi siamo fiduciosi nelle task force che il Vaticano invierà in tutto il mondo per aiutare le Conferenze episcopali”.

Lotta agli abusi a rischio per mancanza di leggi e di sicurezza

In Africa, la lotta agli abusi dei vescovi si scontra anche con il problema dell’assenza di leggi adeguate, del non rispetto di quelle esistenti e della mancanza di sicurezza, rivela mons. Kussala. Che entra nel dettaglio: “Quando ci sono governi che non rispettano il ruolo delle leggi, la sicurezza vacilla ed è difficile risolvere i problemi. La Chiesa africana però mette in campo le norme del diritto canonico: se si verifica qualche abuso all’interno di una diocesi, di una parrocchia, interveniamo con questo strumento che ci permette di dare le prime risposte. Però non c’è dubbio che dobbiamo essere aiutati. Ripeto: mancano avvocati, preti e laici preparati, affinché si possano sostenere gli stessi governi a promulgare leggi equilibrate ed efficienti”.

01 marzo 2019, 14:05