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La storia del quadro che i vescovi del Kazakhstan doneranno al Papa

Udienza domani per i presuli della Conferenza episcopale del Kazakhstan, insieme con gli Ordinari cattolici di Kyrgystan, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, in visita Ad Limina Apostolorum. Al Pontefice verrà donato un quadro legato al Santuario mariano nazionale di Oziornoje

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Alcune intense pennellate di colore per concentrare in un’unica effige la fede di un popolo. Alla fine dell’udienza, in occasione della loro visita Ad Limina Apostolorum, i vescovi della Conferenza episcopale del Kazakhstan doneranno a Papa Francesco un quadro raffigurante la Vergine legata al Santuario mariano nazionale di Oziornoje, nel nord del Paese. Maria tiene in braccio Gesù, e la sua immagine sovrasta un lago, dove riversa i pesci che le porge il Bambino.

Il lago della misericordia

L’iniziativa è del vescovo della diocesi di Santissima Trinità in Almaty, mons. José Luís Mumbiela Sierra, che racconta al microfono di Griselda Mutual, della redazione spagnola di Vatican News, la storia di questa Madre misericordiosa. Il Kazakistan è un luogo di martirologio polacco tra il 1936 e il 1941: qui vennero deportate migliaia di persone condannate al freddo e alla fame. Proprio durante un inverno con punte di 50 gradi sotto zero, i polacchi pregarono devotamente la Vergine, implorando il suo intervento. Il 25 marzo 1941 la neve si sciolse, formando un lago. Gli abbondanti pesci catturati nello specchio d’acqua salvarono la vita non solo agli abitanti del villaggio, ma anche a quelli limitrofi. Negli anni a seguire, chiarisce il presule, non sempre ci sono stati pesci, ma questa situazione si è tornata a verificare nel centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima. “Non parliamo di un miracolo della Vergine”, precisa, ma “il cuore del popolo” riconosce “la maternità della Vergine” che intercede “per i suoi figli”.

Maria Regina della Pace

Negli anni ’80, prosegue mons. José Luís Mumbiela Sierra nella narrazione, i fedeli costruirono una chiesa dedicata alla Vergine di Fatima, pur non avendo un sacerdote, che invece arrivò nel 1989. L’uomo, che dieci anni più tardi divenne arcivescovo metropolita di Maria Santissima in Astana, proseguì nella costruzione, possibile anche grazie all’aiuto di un generoso benefattore, che chiese che il luogo fosse dedicato a Maria Regina della Pace. E così fu, tanto che la Beata Vergine Maria, Regina della Pace, è divenuta patrona del Kazakhstan. Il vescovo della diocesi di Santissima Trinità in Almaty spiega che lui stesso ha voluto questa raffigurazione. “Gesù disse a Faustina Kowalska: ‘Di’ a tutti che la mia misericordia è come un oceano senza coste’”, conclude il presule kazako, “un momento di quell’oceano è quell’istante della storia, è quel lago: è un ricordo che la misericordia di Dio continua in ogni momento”.

28 febbraio 2019, 17:01