La Caritas in Kazakistan, realtà nascente attenta a disabili e anziani

Incontro a Calcutta, a margine della Giornata Mondiale del Malato, con padre Guido Trezzani, da pochi mesi direttore esecutivo della Caritas del grande Paese ex sovietico. “La pastorale sanitaria è per la nostra Chiesa una sfida nuova. Siamo pochi e stiamo imparando da altre associazioni e diocesi”

Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano e Claudia Di Lorenzi – Calcutta

Piccoli progetti di assistenza ai disabili, di educazione per bambini e ragazzi con sindrome di down, di assistenza domiciliare per anziani e anche una struttura per i tanti over 65 che fanno parte delle comunità parrocchiali. E’ la realtà nascente della Caritas del Kazakistan, ex repubblica dell’Unione Sovietica, indipendente dal 1991, un paese “pieno di contraddizioni”, come ci racconta padre Guido Trezzani, francescano minore, da pochi mesi direttore esecutivo della Caritas nazionale, ma da anni responsabile di quella diocesana di Almaty, capoluogo della regione più orientale del Paese.

Ascolta l'intervista a padre Guido Trezzani

Una Chiesa rinata dopo la fine dell'Urss

Incontriamo padre Trezzani, 63 anni, originario di Bormio, in Unione Sovietica dal 1986, a Calcutta, al convegno di studio della Giornata Mondiale del Malato, dedicato ai fondamenti teologici della pastorale della salute, alla Nuova Carta degli Operatori Sanitari e alle nuove frontiere del servizio ai più poveri. “Il nostro – ci dice - è un territorio enorme, 7, 8, 9 volte rispetto all’Italia, con una popolazione ridotta. Una Chiesa che ha delle radici storiche, soprattutto in periodo sovietico, con comunità che vivevano anche la carità. Ma è anche una Chiesa nuova, che ha iniziato solo dopo l’indipendenza a strutturarsi e a iniziare a lavorare in diversi settori oltre alla liturgia”.

La grande sfida della pastorale sanitaria

La pastorale sanitaria è quindi una grande sfida di questi ultimi anni, che la Chiesa in Kazakistan sta affrontando, spiega ancora il francescano italiano “allargando sempre di più i confini della propria presenza, del proprio sguardo sulla realtà che ci circonda. Siamo pochi, manchiamo di esperienza, ma grazie a Dio e ai tanti che incontriamo per strada, stiamo imparando. Impariamo da associazioni, da diocesi, da organizzazioni che ci mettono a disposizione l’esperienza, le persone, e che ci aiutano a capire meglio… Questi giorni a Calcutta sono stati un’occasione fantastica”.

I progetti della Caritas di Almaty

Se a livello nazionale, la Caritas in Kazakistan “sta rinascendo ora”, nella diocesi di Almaty, racconta padre Trezzani “ci sono attività che intraprendiamo sulla base di rapporti personali che si creano - casualmente, come dice Papa Benedetto -, con persone che incontriamo sul cammino: bambini, ragazzi, persone adulte con disabilità. C’è un discreto progetto, educativo ma non solo, per bambini e ragazzi con sindrome di down, e uno di assistenza a persone anziane che vivono a casa. Si sta pensando anche ad una struttura per anziani tenendo presente soprattutto che le nostre piccole  comunità parrocchiali sono formate perlomeno al 50 per cento da persone anziane”.

La difficile realtà delle droghe e delle dipendenze

Il direttore della Caritas del Kazakistan è stato invitato nel dicembre scorso “ad un convegno sulle droghe e le dipendenze. Anche queste sono problematiche che ci stanno a cuore perché sono situazioni che incontriamo, che abbiamo davanti agli occhi”. Sono realtà, conclude padre Guido “che dovremo affrontare nel prossimo futuro per dare una risposta più professionale, mantenendo la nostra dimensione di Chiesa e di Caritas ma tenendo presente le esigenze, le necessità delle persone. Quindi cercando di dare la risposta migliore”.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Photogallery

Almaty, Astana e la Chiesa in Kazakistan
12 febbraio 2019, 15:20