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Natale a Il Cairo celebrato dal Patriarca Tawadros Natale a Il Cairo celebrato dal Patriarca Tawadros   (AFP or licensors)

Preghiere di pace nel giorno di Natale per le chiese orientali

Festa di Natale oggi, secondo il calendario Giuliano, per milioni di cristiani sparsi nel mondo, fedeli di Chiese orientali

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

“Preghiamo per la pace nel mondo intero” e perché “Dio doni gioia a tutte le persone”: così il patriarca Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa, in risposta all’augurio di buon Natale, “nel segno della comunione” tra tutti i cristiani, rivolto ieri da Papa Francesco ai fedeli delle Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, che seguono il calendario Giuliano.

Se c’è crimine nel mondo è per assenza di amore

In un video messaggio, rivolto a tutti i copti nel mondo, il patriarca d’Alessandria, ricorda che “la festa del Natale è un’opportunità” per essere ricolmati dell’amore di Dio, che “non ha inviato un angelo o un arcangelo o un profeta, un politico o un ambasciatore, ma è venuto lui stesso”, “perché Dio ama veramente l’uomo, con azioni e non a parole”. E se “il mondo assiste ad una crescita di violenza, crimine e terrorismo”, tutto ciò avviene, lamenta Tawadros, “perché nel cuore dell’uomo è assente l’amore.”

Riempirsi di pace per rifiutare la violenza

Tra le chiese cattoliche oggi in festa per la nascita del Salvatore, quella greco-ucraina, guidata dall’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk: “celebrare il Natale – sottolinea il presule - significa riempirsi della pace del cielo e dire ‘no’ alla violenza”, “nelle parole e nelle azioni”, sia nella vita privata “soprattutto in famiglia, nel rapporto tra marito e moglie o tra genitori e figli” che “su tutti i fronti della guerra”. “Non permettiamo – ammonisce mons. Shevchuk - che la cieca violenza fisica o morale diventi nella società in cui viviamo, un mezzo di lotta politica”.

Messe in tutto il mondo per accogliere Gesù

A celebrare oggi la Nascita di Gesù, anche i cristiani ortodossi in Russia, in Bielorussia, Serbia, Croazia, Macedonia, Terra Santa e i tanti fedeli osservanti del calendario Giuliano nelle comunità sparse in tutto il mondo. Solenni Messe nella notte di Natale si sono svolte in tutto il mondo, con la partecipazione anche di autorità civili: oltre che in Egitto, nella nuova cattedrale della Natività, eretta dove sorgerà la capitale amministrativa ad est del Cairo e a Kiev in Ucraina, nella cattedrale di Santa Sofia, anche a Betlemme nella chiesa della Natività, dove ha officiato il patriarca greco ortodosso, Teofilo III; a Mosca, nella cattedrale del Cristo Salvatore, dove il rito è stato presieduto dal Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Cirillo I, alla presenza del primo ministro Medvedev; a San Pietroburgo nella cattedrale della Trasfigurazione, cui ha partecipato il capo di Stato Putin; a Belgrado, nel tempio di San Sava, dove ha celebrato il patriarca Ireneo, primate della chiesa ortodossa serba; a Sydney, nella chiesa ortodossa copta di san Marco e in ogni angolo del pianeta dove Gesù era atteso come Signore e Salvatore.

 

07 gennaio 2019, 14:05