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Manila: milioni di fedeli per la processione del Nazareno Nero

Una folla oceanica si è riversata per le strade di Manila, per celebrare il Nazareno Nero. Si tratta di una delle processioni religiose più grandi al mondo. Anche quest’anno un milione di fedeli lungo le strade, con l’intenzione di toccare o anche solo intravedere la statua per una tradizione che risale al 1606. Nelle Filippine, oltre l’82% dei circa 105 milioni di abitanti è cattolico

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

La processione, che si ripete dal XVII secolo, è conosciuta come la ‘traslazione’. Durante il rito la statua, tirata su da corde, viene trasportata su un carro senza ruote. I fedeli si mantengono il più vicino possibile alla statua, si accalcano e salgono l’uno sulle spalle dell’altro pur di toccarla. Anche quest’anno il celebre Nazareno Nero ad altezza naturale con la sua grande croce al collo, ha attraversato una folla oceanica scesa in piazza incurante dei rischi di terrorismo, di incidenti e dei 7.000 poliziotti schierati lungo il percorso di almeno 6 chilometri. La Croce Rossa filippina ha dovuto soccorrere più di un centinaio di persone colpite da vertigini o recanti ferite ai piedi, ma non si sono verificati incidenti gravi.

Una tradizione che risale al 1606

La statua del Nazareno Nero è arrivata nelle Filippine il 31 maggio del 1606, quando i primi missionari agostiniani misero piede a Manila. Costruita in Messico, rappresenta il Salvatore inginocchiato sotto il peso della croce. La fama di essere miracolosa deriva dall’incendio che distrusse la nave dei missionari, lasciando la statua intatta. Posta nella chiesa di Bagumbayan – oggi Luneta, nei pressi di Manila – il 10 settembre dello stesso anno, la statua venne spostata nel 1608 nella parrocchia di San Nicola di Tolentina, dove è rimasta sino alla fine del 1700. L’allora arcivescovo della capitale, mons. Basilio Sancho de Santas Justa, ne ordinò il trasferimento nella chiesa di Quiapo, sua ultima destinazione. La devozione suscitata dall’icona ha incontrato il favore della Santa Sede, che nel 1650 – durante il pontificato di Innocenzo X – ha istituito canonicamente la Confradia de Jesus Nazareno. Anche Pio VII, nel 19esimo secolo, ha onorato il Nazareno Nero concedendo l’indulgenza plenaria “a chi lo prega in maniera pia”.

Card. Tagle: la devozione al Nazareno Nero non è fanatismo

Durante la Santa Messa celebrata oggi nella chiesa di san Giovanni Battista, l'arcivescovo di Manila il card. Luis Antonio Tagle nella sua omelia, ha affermato che "la devozione al Nazareno Nero è l'amore per Gesù e non è fanatismo. Un vero devoto ama: l'essenza della devozione è l'amore. Il fanatico si aggrappa solo a qualcosa che dà valore a sè stesso. Il devoto ama Gesù. Il fanatico non ama", ha ricordato ai fedeli il cardinale.

I filippini si identificano al Cristo sofferente, nella loro vita segnata da povertà e sofferenza quotidiana

Mons. Hernando Coronel, rettore della chiesa di San Giovanni Battista, nel quartiere di Quiapo, a Manila, spiega all'Agenzia Fides: "La festa del Nazareno nero ruota intorno alla devozione al Cristo sofferente, con cui i filippini si identificano, nella loro vita segnata dalla povertà e sofferenza quotidiana. Nella Traslacion, una processione di quasi 24 ore, si accompagna la statua dal Quirino Grandstand, nel Rizal Park, nel centro di Manila, fino alla Chiesa del Nazareno a Quiapo". Per la ricorrenza, nella chiesa sono molti i sacerdoti impegnati per le confessioni, per le benedizioni, per dispensare i Sacramenti.

L'immagine del Nazareno è entrata nel cuore della spiritualità e della religiosità popolare

“Nella Traslazione del Nazareno Nero, la devozione del popolo filippino trova la sua massima espressione. Al mondo non vi è niente di simile”. Lo afferma all'Agenzia AsiaNews padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Da oltre 40 anni il sacerdote svolge la sua opera pastorale nell’isola di Mindanao, dove nel 1984 ha fondato Silsilah, movimento per il dialogo islamo-cristiano. “Sin dai tempi della dominazione spagnola– racconta il sacerdote – nelle Filippine la Settimana Santa e la Passione di Cristo hanno assunto una grande importanza nella vita della nazione. L'immagine del Nazareno sofferente è così entrata nel cuore della spiritualità e della religiosità popolare. Molte persone, tra i milioni di devoti che ogni anno partecipano alle celebrazioni, assistono alla Traslazione per adempiere ad una promessa fatta”.

Anche i musulmani rendono omaggio alla statua del Nazareno

“Conosco bene l'evento – conclude il sacerdote – perché in passato mi sono occupato della sua organizzazione. Inoltre, nella parrocchia di Quiapo opera un nostro gruppo. Nelle vicinanze della chiesa sorge infatti una moschea, la Golden Mosque. Anni fa, il parroco ci ha chiesto di collaborare per il dialogo interreligioso con la comunità islamica locale. Mi reco spesso nella parrocchia e in ogni occasione trovo lunghe file di fedeli che rendono omaggio alla statua, anche solo con una carezza o una preghiera. Ogni primo venerdì del mese la chiesa è ancora più affollata ed i sacerdoti celebrano una messa in ogni ora della giornata, dalle cinque di mattina fino alle sette di sera”.

 

09 gennaio 2019, 08:08