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Vescovi italiani: nasce il Servizio per la tutela dei minori

Diffuso oggi il comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana: “ampio spazio è stato dedicato al confronto sulle linee guida per la tutela dei minori, con l’approvazione del regolamento che istituisce il Servizio nazionale”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

È sbagliato accostare la questione della sicurezza al tema dei migranti. È quanto ha affermato mons. Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, Intervenendo a Roma alla conferenza stampa al termine del Consiglio permanente della Cei. “È importante - ha aggiunto - il superamento dei luoghi comuni, delle risposte frettolose e dei richiami”. Nel comunicato finale del Consiglio permanente, i vescovi hanno anche espresso preoccupazione per i ritardi nella ricostruzione dell’Italia centrale colpita dal sisma del 2016. Nel documento si ricorda, in particolare, un passo importante nel cammino della Chiesa: l’approvazione del regolamento del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa. Un nuovo importante tassello che precede l’Incontro “La protezione dei minori nella Chiesa”, in programma in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019 nell’Aula nuova del Sinodo. (Ascolta l’intervista a mons. Stefano Russo)

R. – Il lavoro che si sta facendo è anche frutto dell’ascolto delle vittime. Naturalmente, la Chiesa italiana vuole corrispondere positivamente anche a questo invito che ci è stato fatto in particolare in vista di questo importantissimo incontro di febbraio. Quindi continueremo ad ascoltare le vittime, così come è avvenuto, e lo faremo anche in alcune occasioni sia prima dell’incontro di febbraio e anche dopo. E non ci fermeremo certo qui, nell’ascolto delle vittime, perché tutto quello che si sta facendo è volto all’interesse e alla tutela del minore. Si vuole creare una rete di persone in grado di sostenere questa tutela in modo efficace e far sì che anche nella Chiesa, sempre di più, ci siano persone in grado di farlo. E aiutando così anche i vescovi a diventare capaci di un’attenzione che sia anche “organizzata”, strutturata. Non c’era prima un’organizzazione di questo tipo, ma l’attenzione c’è sempre stata. Noi vogliamo uscire fuori dal pensiero che queste cose debbano essere nascoste: vogliamo affrontarle pienamente in un atteggiamento positivo e propositivo, di promozione dell’uomo e quindi anche di attenzione alle persone e a questa problematica.

A proposito di tutela dei minori, a febbraio si terrà in Vaticano l’incontro “La protezione dei minori nella Chiesa” …

R. – L’incontro di febbraio lo riteniamo molto importante, e si arriverà con un dato molto concreto rispetto all’azione che la Chiesa sta facendo, attraverso l’adozione di un servizio e di un regolamento. Poi, rispetto ai dati statistici, questi sicuramente è importante conoscerli ma in questo momento, quello che ci preme è attivare questo Servizio. Un Servizio che ci permetterà di avere maggiore coscienza del fenomeno e, quindi, anche di affrontarlo in modo più consapevole.

Un altro tema al centro del lavoro del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana è stato quello relativo ai migranti …

R. – Rispetto alla questione della sicurezza, c’è un accostamento quasi unico nei confronti dei migranti: non è possibile che il problema della sicurezza siano i migranti. Noi siamo chiamati, soprattutto nei confronti dei migranti che si trovano in una situazione di indigenza e di difficoltà, a farci prossimi. E questo l’abbiamo sempre detto e questo anche lo facciamo, con tanti presidi sul territorio, tante azioni che vengono fatte in particolare attraverso le Caritas diocesane e le Caritas delle parrocchie: tante persone – italiani – che si spendono e che mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie risorse per farsi prossimi a queste situazioni.

16 gennaio 2019, 15:02