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Il cardinale Gualtiero Bassetti Il cardinale Gualtiero Bassetti  (ANSA)

Il card. Bassetti: l’Italia ritrovi la via della concordia e della fraternità

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha presieduto, nella Basilica dei Santi XII Apostoli, la Santa Messa nel centenario dell’appello ai “liberi e forti” e nel 60.mo anniversario della morte di don Luigi Sturzo: il suo appello - ha affermato - “risuona nell’animo di quanti hanno a cuore le sorti del Paese, ancora una volta lacerato e diviso”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“Don Sturzo, dall’esperienza concreta del suo vissuto di sacerdote, ebbe l’intuizione di chiamare a raccolta i cattolici liberi dalle pastoie e dagli interessi di parte e forti nello spirito, per offrire un servizio all’intero Paese, lacerato da lotte sociali talora strumentalizzate da logiche di potere e da visioni contrastanti, sullo sfondo di uno scenario economico-sociale devastato dalla guerra e da povertà diffusa”. Con queste parole il card. Gualtiero Bassetti ha ricordato oggi la figura di don Luigi Sturzo che  esattamente 100 anni fa, il 18 gennaio del 1919, aveva lanciato questo celebre appello: “a tutti gli uomini liberi e forti che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà”. 

Dalla preghiera all’impegno per il bene comune

Alla vigilia di questo appello – ha affermato il card. Bassetti – il servo di Dio don Luigi Sturzo, si ritrovò a pregare nella Basilica dei Santi XII Apostoli  “per mettere tutto nelle mani di Dio”. “Da quella nascosta preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento – ha osservato il porporato - scaturì una storia di impegno e dedizione alla causa del bene comune che tutti ben conosciamo e che ancor oggi richiama il nostro interesse e la nostra ammirazione”. “Sturzo - ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale italiana - concepì la sua attività sociale e politica come esigenza e manifestazione dell’amore cristiano”. “Ricordando quell’ora intensa di preghiera - ha detto il card. Bassetti - qui in questa insigne basilica chiediamo anche noi quest’oggi al Signore che volga il suo sguardo di amore e di misericordia sulla sua Chiesa e su tutta la società civile italiana perché possa ritrovare la via della concordia e della fraternità, e ogni uomo e ogni donna di questo Paese possa sempre veder riconosciuti i propri diritti nella solidarietà e nella giustizia”.

Un uomo che ha percorso la strada della santità

Il card. Bassetti ha infine sottolineato che a distanza di cento anni l’appello di don Sturzo “risuona nell’animo di quanti hanno a cuore le sorti del Paese, ancora una volta lacerato e diviso; risuona nell’animo di quanti sentono quella spinta ideale che vede nella difesa della vita e nella promozione umana il motivo di fondo di ogni impegno sociale”. Quella del servo di Dio don Sturzo, ha concluso il porporato, è la storia “di un uomo, di un sacerdote che ha percorso la strada della santità e dell’impegno cristiano attraverso un particolare impegno pubblico; egli lo ha fatto per amore del Cristo che ha scorto sofferente nei suoi concittadini nudi e affamati, lo ha fatto per amore della Chiesa, nella compagine laicale del suo tempo fortemente divisa e in conflitto; lo ha fatto per il suo amato Paese, che vedeva preda delle fazioni più estreme, nell’oscuramento dei valori della dignità umana e del progresso civile”.

18 gennaio 2019, 11:02