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Il card. Barbarin nega di aver coperto atti di pedofilia

Nella prima giornata di udienza del processo, il cardinale Barbarin ha affermato di non avere mai nascosto nulla. L'arcivescovo di Lione ha anche detto di non capire di che cosa si sia reso colpevole

Olivier Bonnel - Città del Vaticano

"Non ho mai cercato di nascondere, tanto meno di coprire questi fatti orribili": è quanto ha affermato l’arcivescovo di Lione, il cardinale Philippe Barbarin, in una dichiarazione letta durante il primo giorno di udienza davanti al tribunale penale di Lione. Da lunedì, il porporato è sotto processo, insieme ad altre cinque persone, per "mancata segnalazione di violenza sessuale su minori" e "non assistenza a persone in pericolo".

Abusi commessi da padre Preynat

Il card. Barbarin ha parlato degli abusi commessi da padre Bernard Preynat su giovani scout negli anni '70 e '80 quando era cappellano nella zona di Lione. Una di queste vittime, Alexandre Hezez, ha incontrato il cardinale nel novembre 2014 per riferirgli quanto aveva subito da bambino. Di fronte a tali fatti, l'arcivescovo aveva deciso di trasmettere la testimonianza in Vaticano. Allo stesso tempo, ha "agito" esortando Alexandre Hezez a trovare altre vittime per potere avviare un procedimento giudiziario, dal momento che gli abusi che aveva subito erano prescritti dalla legge francese.

Imprudenza

Il 31 agosto 2015, il card. Barbarin, d'accordo con il Vaticano, ha dimesso dalle sue funzioni padre Preyant. "Ho fatto esattamente ciò che Roma mi ha chiesto", ha detto. Ha ammesso, tuttavia, di essere stato "imprudente" quando ha nominato padre Preynat nel 2011 a dirigere un decanato vicino a Roanne. "Avrei fatto meglio a dirgli di rimanere nell'ombra", ammette. In quella data, infatti, era già a conoscenza del pesante passato del sacerdote. I dibattiti proseguono martedì e si concluderanno mercoledì.

08 gennaio 2019, 15:13