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Il Papa riceve Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv– Halyc (Ucraina) Il Papa riceve Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv– Halyc (Ucraina) 

Arcivescovo Shevchuk: celebrare il Natale dicendo no alla violenza

Nel tradizionale messaggio natalizio Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, esorta i fedeli a farsi portatori di pace e a rifiutare ogni forma di violenza

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

“Celebrare il Natale significa riempire il mondo della pace del Cielo e dire ‘no’ alla violenza”, nella società ma soprattutto in famiglia, e sì alla vita. È un forte appello a vivere e ad essere “ministri di pace” quello rivolto ai fedeli da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kiev-Halyč, nel tradizionale messaggio natalizio. Come le Chiese ortodosse, la Chiesa greco-cattolica celebra il Natale il 7 gennaio secondo il calendario giuliano.

Evitare violenze in famiglia e promuovere la cultura della vita

“Una persona – sottolinea nel testo mons. Shevchuk - può vivere in pace e diventare  ministro della pace per gli altri solo se accoglie nel suo cuore, nel suo mondo spirituale interiore e nella vita personale e sociale il Principe della pace che nasce oggi”, la più alta manifestazione di onnipotenza di Dio. Una onnipotenza che non si esprime con la forza e la violenza sul più debole, ma proprio nella “debolezza” di Gesù Bambino nella Mangiatoia. Di qui l’invito ad accogliere il “neonato Salvatore come Principe della pace nelle nostre famiglie” e a seguire “l'esempio di San Giuseppe e della Vergine Maria, portatori e custodi della pace”. Seguirli prosegue l’arcivescovo, significa “evitare qualsiasi violenza - nelle parole e nelle azioni - soprattutto in famiglia, nel rapporto tra marito e moglie o tra genitori e figli, ma anche rifiutare la cultura della morte che permette di uccidere gli innocenti non ancora nati e incoraggia, come accade in alcuni paesi, i gravemente malati o gli anziani ad accorciare la propria vita con il pretesto della cosiddetta 'morte dolce', che altro non è che la sfida contro Dio e un crimine contro la santità e l'inviolabilità della vita umana”.

La violenza non sia stumento di lotta politica

Riferendosi infine alle attuali tensioni politiche in Ucraina, dove è ancora in corso il conflitto armato nelle regioni secessioniste orientali e che il prossimo mese di marzo è chiamata alle urne per le elezioni presidenziali, mons. Shevchuk esorta i fedeli a non permettere “che la cieca violenza fisica o morale diventi un mezzo di lotta politica”.  “I rappresentanti dei partiti politici che promuovono la violenza e incitano i conflitti – ammonisce - sono, in realtà, dei pusillanimi che non saranno mai in grado di seguire il bene comune della nostra gente. Ovunque viviamo - afferma in conclusione il messaggio - dobbiamo sostenere coloro che vanno al potere non per governare ma per servire e hanno la forza per resistere alla violenza affermando la pace di Dio giusta e duratura”.

04 gennaio 2019, 14:14