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Pranzo di Natale con i poveri di Sant'Egidio nella Basilica di Santa Maria in Trastevere Pranzo di Natale 2018 con i poveri di Sant'Egidio nella Basilica di Santa Maria in Trastevere 

Natale con i poveri, S.Egidio: 60 mila ai pranzi in Italia, 240 mila nel mondo

La tradizione, nata nella basilica di Santa Maria in Trastevere, ha coinvolto quest’anno circa 100 città in Italia e 77 Paesi nel mondo, regalando ai poveri e ai volontari un momento di condivisione e fraternità

“Un messaggio di speranza che supera ogni chiusura e restituisce a tanti il futuro”, così Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in occasione del tradizionale pranzo di Natale con i poveri.
Ieri, in circa 100 città italiane sono state 60mila le persone coinvolte, e 240mila in 77 Paesi del mondo: tanti i volontari a tavola con senza fissa dimora, anziani, rifugiati.

La nascita della tradizione

La tradizione del pranzo con i poveri è nata nel 1982 a Santa Maria in Trastevere con un piccolo gruppo di anziani che altrimenti, il giorno di Natale, sarebbero rimasti soli. Nel tempo la Comunità, che ha allargato al mondo questo momento di condivisione, è riuscita a far sedere tante persone alla stessa tavola: dai senza dimora ai rifugiati, ai bambini di strada e ai minori in difficoltà delle grandi bidonvilles dell’Africa e dell’America Latina.

I 50 anni di Sant’Egidio

Quest'anno, nel Natale del cinquantesimo anniversario di Sant’Egidio, sono state coinvolte un centinaio di grandi e piccole città italiane tra cui Roma, Napoli, Genova, Messina, Milano, Bari, Firenze, Torino, Novara, Padova, Catania, Palermo, Trieste, Reggio Calabria. “E’ un popolo in cui chi aiuta si confonde con chi è aiutato - ha commentato Marco Impagliazzo -, una grande famiglia in cui c’è posto per tutti". 

Una solidarietà crescente

Cresce la solidarietà: aumentati i volontari che si sono offerti per aiutare, preparando i pranzi e servendo a tavola i poveri che spesso frequentano la Comunità durante tutto l’anno. "La larga partecipazione di quest’anno - spiega ancora Impagliazzo - dimostra che è possibile rispondere alla cultura della rassegnazione e della chiusura, che a volte sembra dominante, restituendo a tanti la speranza di un futuro da costruire insieme”.

Il saluto del nunzio

A Santa Maria in Trastevere, oltre al parroco don Marco Gnavi, è intervenuto anche il nunzio apostolico della Santa Sede in Italia Emil Paul Tscherrig. Al saluto finale, che si è accompagnato alla consegna dei regali personalizzati per gli invitati, il nunzio si è rivolto ai presenti: “Vi porto la benedizione di Papa Francesco che è spiritualmente qui insieme a voi. In questo Natale ci ha ricordato che abbiamo lo stesso Padre: siamo quindi tutti fratelli perché si apra un anno di pace”.

26 dicembre 2018, 10:09