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Vescovi della Conferenza episcopale della Rd Congo Vescovi della Conferenza episcopale della Rd Congo 

Vescovi Rd Congo: elezioni del 23 dicembre siano credibili

Al termine di un'Assemblea straordinaria, i presuli della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo (Cenco) hanno diffuso un messaggio in cui reiterano l’appello per un voto libero, trasparente e pacifico alle presidenziali del 23 dicembre: in gioco la pace e la democrazia nel Paese

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

“Elezioni credibili per una vera alternanza democratica”. A un mese dalle attese elezioni presidenziali del 23 dicembre nella Repubblica Democratica del Congo, i vescovi lanciano un nuovo pressante appello affinché il voto si svolga nella trasparenza, nella pace e in piena libertà. Obiettivo che l’attuale situazione socio-politica nel Paese ancora non garantisce. Lo evidenzia un messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale (Cenco) al termine di un’assemblea straordinaria nei giorni scorsi a Kinshasa dedicata a fare il punto sul processo elettorale avviato tra mille difficoltà e dopo innumerevoli rinvii.

Non tutto è perduto se c’è spirito patriottico e volontà politica

La libertà di manifestare - denunciano i presuli - non è ancora garantita a tutti, mentre diversi oppositori del Presidente Joseph Kabila sono ancora in carcere o in esilio. Per non parlare dell’insicurezza generale, “che ha tutta l’aria di essere pianificata” e che fa incombere sul Paese l’ombra della balcanizzazione. A ciò si aggiunge il riaccendersi dell’epidemia Ebola nel Nord Kivu e l’arrivo massiccio di cittadini congolesi espulsi dalla vicina Angola. In questo contesto - sottolineano i vescovi congolesi – è difficile immaginare che possano svolgersi elezioni libere, inclusive e che siano veramente espressione della volontà del popolo. E tuttavia, affermano, “non tutto è perduto, se c’è spirito patriottico e volontà politica”.

Un voto responsabile e inclusivo

Il messaggio elenca quindi una serie di raccomandazioni. La Cenco si rivolge innanzitutto agli elettori congolesi perché esercitino il loro diritto di voto in modo responsabile per il bene comune, mettendoli in guardia da politici corrotti, “dai venditori di illusioni che fanno promesse seducenti”, ma irrealizzabili e dal voto di scambio. Poi interpella di nuovo la Commissione elettorale (Ceni), che ha dato il via libera all’utilizzo di un contestato sistema di voto elettronico di dubbia affidabilità contro le frodi e il cui utilizzo sarà difficile per le persone meno istruite. A questo proposito, i vescovi invocano più garanzie e controlli durante lo scrutinio.

Applicare l’Accordo di San Silvestro

Al Governo la Chiesa di Kinshasa chiede ancora una volta la piena applicazione delle misure promesse nell’Accordo di San Silvestro del 31 dicembre 2016 per promuovere un clima politico pacifico, di mettere in sicurezza le aree dove ancora imperversano le milizie armate, come anche di tutelare il diritto di espressione e manifestazione di tutti. Quindi si rivolgono ai candidati e a tutte le parti politiche perché mettano al primo posto l’interesse della nazione e non incitino alla violenza. Infine, l’invito alla comunità internazionale ad accompagnare il processo elettorale nella RDC “privilegiando l’interesse del popolo congolese”.

Voto del 23 dicembre cruciale per il futuro del Paese

Nella conclusione del messaggio i vescovi congolesi insistono sull’importanza cruciale di questo appuntamento elettorale per il futuro del Paese: “Dobbiamo adoperarci in tutti i modi per evitare elezioni farsa i cui risultati non sarebbero accettati da tutti e che farebbero sprofondare il Paese nella violenza”, conclude la Cenco.

La mediazione della Chiesa per arrivare al voto del 23 dicembre

A partire dall’accordo di San Silvestro siglato il 31 dicembre 2016 per portare il Paese alle urne dopo una fase di transizione, impedendo la candidatura per un terzo mandato del Presidente Joseph Kabila, la Cenco ha lavorato intensamente per l’organizzazione di elezioni libere e trasparenti. Dal giugno scorso i presuli hanno denunciato a più riprese diverse irregolarità che potrebbero mettere a rischio l’esito del voto. In una lettera inviata il 27 agosto al Consiglio di sicurezza dell’Onu e in un’altra missiva indirizzata alla Comunità di sviluppo dell’Africa australe, datata 10 settembre, l’episcopato ha evidenziato ancora criticità, confermate da vari organismi internazionali.

 

27 novembre 2018, 13:02