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Una statua ricorda a Roma mons. Romero primo santo salvadoregno

La statua è stata ‘scoperta’ nel quartiere romano dell’Eur. Presenti tra gli altri il Presidente del Salvador Sanchez Ceren e il sindaco di Roma Virginia Raggi. Ai nostri microfoni, il fratello e la nipote di mons. Romero

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Una statua da sabato scorso ricorda a Roma mons. Oscar Arnulfo Romero, il primo santo salvadoregno. La scultura – realizzata dall’artista Guillermo Perdono – è stata scoperta sabato scorso nel Giardino “El Salvador” nel quartiere dell’Eur, alla presenza di autorità civili e religiose e dei parenti del nuovo santo, giunti a Roma per la canonizzazione. L’iniziativa è nata con l’intento di rafforzare i legami degli oltre 40 mila cittadini salvadoregni residenti in Italia, con le loro radici “attraverso – si legge in un comunicato dell’ambasciata de El Salvador – il riscatto della memoria storica, culturale e spirituale. Perché mons. Romero non è soltanto un referente storico, è soprattutto una guida spirituale de El Salvador, così come un referente per i diritti umani”.

Presenti alla cerimonia

Alla cerimonia per l’inaugurazione della scultura donata dalla Fondazione Romero, erano presenti il Presidente della Repubblica, Salvador Sanchez Ceren; il ministro degli Affari Esteri del El Salvador Carlos Alfredo Castaneda, il sindaco di Roma Virginia Raggi, l’ambasciatrice de El Salvador in Italia Sandra Elizabeth Alas Guidos e quello presso la Santa Sede Manuel Roberto Lopez, insieme a numerosi rappresentanti del corpo diplomatico latinoamericani, così come esponenti della Chiesa cattolica.

Le parole del Presidente Ceren e dell’ambasciatrice Alas Guidos

Il Presidente della Repubblica Sanchez Ceren, ha sottolineato che l’inaugurazione della statua, rappresenta un nuovo vincolo di fratellanza tra El Salvador e l’Italia. “La Canonizzazione – ha detto - riempie di orgoglio e di felicità, la Chiesa cattolica e i fedeli salvadoregni, in quanto il nostro Paese oggi può contare sul suo primo Santo”.
Dal canto suo l’ambasciatrice Alas Guidos, ha ricordato la vita di mons. Romero ed il suo costante impegno per la promozione della verità e della giustizia, in difesa dei diritti umani ed ha citato le parole del nuovo santo: “Non mi stancherò mai di ripetere che, se vogliamo davvero una cessazione efficace della violenza, occorre stroncare la violenza che sta alla base di tutte le violenze: la violenza strutturale, l’ingiustizia sociale basata su un’aberrazione della proprietà privata e su un assolutizzazione della ricchezza che, oltretutto, si cerca di difendere con la repressione”.

La nipote Anita ed il fratello Tiberio ricordano mons. Romero

Dopo la cerimonia di inaugurazione, il cardinale salvadoregno Gregorio Rosa Chàvez ha benedetto la statua. Tra le persone presenti all’evento, anche la nipote ed il fratello di mons. Romero che sono stati intervistati da Patricia Ynestroza della redazione ispanoamericana di Vatican News. La nipote Anita esprime la sua emozione per la canonizzazione dello zio

Ascolta l'intervista alla nipote di mons Romero

R. - È un’emozione molto grande sapere che avremo un santo nel Salvador e anche nella famiglia. Ed è una cosa talmente grande che non sappiamo come spiegarci che Dio ci abbia dato questo grande dono, di stare in questa famiglia: nella famiglia di un Santo. Siamo molto contenti, ringraziamo Dio e la Chiesa per questo. Noi pensiamo che tutto ciò che monsignor Romero ha fatto in vita è stato vivere il Vangelo; vivere le beatitudini, la Bibbia. E adesso Dio gli dà il suo nome nell’albo degli altari.

Sono stati anni molto difficili quelli che ha vissuto El Salvador. Ma oggi cosa rappresenta mons. Romero per le future generazioni e come non ripetere quegli anni difficili, seguendo il modello di mons. Romero?

R. - Sì è vero, sono stati anni molto difficili e io credo che ci siano sempre anni difficili e soprattutto di questi tempi. Però bisogna non arrendersi mai, non perdere la fede: sempre la verità con monsignor Romero. Sempre la verità. E con la fede che è molto forte, non bisogna abbattere perché lui ci ha dato questo esempio: continuare, andare avanti, lottare per l’unità e per la difesa dei più indifesi.

Il fratello Tiberio Romero, ha voluto ringraziare il suo Paese e l’Italia per la canonizzazione del fratello

Ascolta l'intervista al fratello di mons. Romero

Saluto tutto il popolo salvadoregno e tutto il popolo italiano. Ringraziamo tanto per tutto quello che sta accadendo e che Dio vi benedica con l’intercessione di San Oscar Romero. Grazie mille!

 


 

15 ottobre 2018, 11:18