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Rapporto immigrazione: la sfida di Caritas per un nuovo linguaggio per le migrazioni

Caritas e Migrantes presentano i nuovi dati sul fenomeno migratorio in Italia. Una fotografia oggettiva degli stranieri presenti nel Paese, che serve superare lo scontro e le strumentalizzazioni che animano il dibattitto sull’immigrazione

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Un nuovo linguaggio per le migrazioni”: è il tema scelto per il rapporto Caritas e Migrantes 2017 – 2018 presentato questa mattina in Sala Marconi a Palazzo Pio. L’obiettivo dei dati esposti dalle due istituzioni della Chiesa Italiana è infatti quello di liberare la narrazione sulle migrazioni dalla contrapposizione muscolare tra i pro-immigrazione e gli anti-immigrazione. Si tratta infatti, secondo gli esponenti di Caritas e Migrantes, di un atteggiamento meno utile per rappresentare un tema così complesso che riguarda le vite di tutte gli italiani.

Necessario parlare a chi ha paura

Olviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana, ha spiegato che la questione oggi è come poter parlare a chi, per una serie di cause, si approccia all’immigrazione con un sentimento di paura. È quindi necessario far comprendere come stanno realmente le cose dando contezza della distanza tra realtà e percezione della realtà.

Rapporto affrontata tema in modo oggettivo

Il Rapporto immigrazione 2017 – 2018 ha lo scopo di raccontare cosa stia realmente succedendo e qual è l’Italia di oggi ricordando che gli immigrati sono una componente importante.  "L'invito che arriva dal documento – spiega ancora Forti - è quello di ritrovare quella lucidità che serve nei momenti chiave per affrontare il tema veramente in una maniera oggettiva”. “Dalla narrazione falsata - ha poi fatto notare Forti - derivano anche delle scelte che pesano sulla vita delle persone" . Durante l’incontro è stato ribadito l’impegno della Chiesa in Italia per le persone più fragili e, fra queste, le donne e i minori che raggiungono l'Europa lasciando contesti difficili.

Fatti di cronaca motivo di scontro

Anche Gianni Bardini, consigliere per gli affari sociali del Ministero degli Esteri italiano, ha ricordato il muro contro muro delle opposte fazioni che porta a rifiutare le ragioni dell’altro. È stato inoltre evidenziato come i fatti di cronaca siano spesso motivo di scontro emotivo tra le parti; "un problema epocale che deve essere governato".

Accostati in modo erroneo fenomeni diversi

Dell’informazione sull’immigrazione ha parlato infine Abdel Samed El Jauozi, esperto dei media di origine marocchina, il quale ha evidenziato che nel “calderone” della questione immigrazione vengono accostati, in modo erroneo, fenomeni e realtà molto complesse e diverse, accostando i figli di immigrati che sono cresciuti in Italia alle persone sbarcate sulle coste oppure ai rifugiati che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni religiose. Secondo El Jauozi un buon processo di integrazione deve passare attraverso la scuola e il riconoscimento dei valori della Costituzione Italiana.

I dati del Rapporto

Proprio per offrire una fotografia attendibile del fenomeno, nel Rapporto sono stati evidenziati dei dati che offrono anche alcuni spunti sulla situazione internazionale. Emerge così che i migranti nel mondo sono oltre 257 milioni, distribuiti prevalentemente in Asia (30,9% ), in Europa (30,2% ) e in Nord America (22,4 %). In Europa la popolazione straniera è pari al 7,5 %.

In Italia è straniero l’8,5% della popolazione

L'Italia, con 5.144.440 immigrati regolarmente residenti sul proprio territorio (8,5% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al quinto posto nel Vecchio Continente  e all'11.mo nel mondo. "Secondo l'Unhcr - scrivono le due istituzioni della Cei - tra il 1 gennaio e il 31 agosto 2018 è sbarcato in Italia l'80% di migranti in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. I cittadini stranieri risultano risiede soprattutto nel Nord-Ovest della penisola (33,6%), nel Centro (25,7%)  e nel Nord-Est (23,8%); molto meno al Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%). Le comunità straniere più consistenti sono quella romena (1.190.091 persone, pari al 23,1% degli immigrati totali), quella albanese (440.465, 8,6% del totale) e quella marocchina (416.531, 8,1%).

Record di nuove cittadinanze

Viene confermano l'aumento dei nuovi cittadini italiani già rilevato negli anni precedenti e che ha condotto l'Italia nel 2015 e nel 2016 ad essere al primo posto tra i Paesi Ue per numerodi nuove acquisizioni di cittadinanza. Al 31 dicembre 2017, su un totale di 146.605 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, il 50,9% riguarda donne. Significativo anche il dato sulla natalità e matrimoni. Nel 2016 il 14,8 % dei bambini nati è figlio di una coppia straniera, e 12,6 % delle unioni matrimoniali celebrate vede almeno uno dei due coniugi straniero.

Stranieri in maggioranza sono cristiani

Per quanto riguarda la religione, secondo le recenti stime della Fondazione Ismu, su un totale di 5.144mila stranieri residenti in Italia, al primo gennaio 2018 i musulmani sono pari al 28,2 del totale. I cristiani sono complessivamente il doppio, quasi 3 milioni ovvero il 57,7 della popolazione straniera.

 

 

28 settembre 2018, 15:40