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Preghiera per il Creato: i leader cristiani chiedono una “giustizia ecologica”

I rappresentati delle diverse confessioni cristiane da Assisi rilanciano un crescente sostegno per la protezione del Creato. Il cardinale Bagnasco: la dignità e la verità dell’uomo sta alla base di tutta l’ecologia universale

Marco Guerra – Città del Vaticano

È un vero e proprio appello alla responsabilità e all’azione la dichiarazione congiunta dei vari leader cristiani riuniti ad Assisi  per la Prima Preghiera Ecumenica per il Creato.

Iniziativa ecumenica

“Camminare insieme verso Cop24″ questo il titolo della due giorni che si chiude oggi nella città di San Francesco, dove gli alti rappresentanti delle confessioni cristiane del mondo si sono rivolti ai fedeli affinché si prendano cura della Terra durante il “Tempo del Creato”. L’iniziativa è stata promossa da un comitato direttivo ecumenico, composto tra gli altri dal Consiglio Mondiale delle Chiese, dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale del Vaticano e dal Patriarcato Ecumenico di Constantinopoli.

La Dichiarazione congiunta

La giornata di oggi ha visto la lettura della Dichiarazione congiunta seguita da un’azione che, in collaborazione con l’Istituto Serafico di Assisi, coinvolge simbolicamente le persone più vulnerabili, tra cui persone con disabilità, bambini e migranti.

Appello per la giustizia climatica

“Come cristiani delle diverse confessioni ci uniamo ancora una volta pieni di gratitudine per il dono di Dio della vita”, si apre così la dichiarazione del Tempo del Creato 2018 in cui viene lanciato un doppio appello per la giustizia climatica e per una maggiore solidarietà globale nei confronti delle persone e delle comunità che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici. “Siamo costernati per la condizione di coloro che devono migrare perché le loro terre diventano inabitabili”, afferma ancora la Dichiarazione.

Sostegno all’Accordo di Parigi

I leader della Chiesa ribadiscono quindi un “rinnovato impegno” per l’Accordo di Parigi e i suoi obiettivi di “limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, costruire una capacità di ripresa globale e fornire finanziamenti, tecnologia e capacità per sostenere l’azione per il clima”.  In particolare vengono esortati provvedimenti coraggiosi ai prossimi negoziati Onu sul clima che si terranno in Polonia quest’anno.

Fedeli esortati all’impegno

Di qui un appello a sostenere il movimento del disinvestimento dai combustibili fossili per passare “ad un’economia basata sull’energia pulita”. “Invitiamo tutte le persone di fede ad unirsi a questi sforzi e prendere parte al crescente movimento per prenderci cura del nostro prossimo prendendoci cura del creato”, conclude la dichiarazione sottoscritta dal vescovo Efraim Tendero, segretario generale World Evangelical Alliance; dal rev Martin Junge, segretario generale Lutheran World Federation; da Rudelmar Bueno de Faria, segretario generale Act Alliance; da p. Heikki Huttunen, segretario generale Cec.

Bagnasco: centrale è l’ecologia umana

I lavori di oggi sono stati arricchiti dall’intervento del card. Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), il quale ha posto in risalto la centralità dell’ecologia umana nella prospettiva della difesa del creato.

“Il creato è la casa che Dio ha affidato all’umanità perché la abitasse in pace, e la custodisse partecipando alla sua opera”, ha affermato il porporato, ringraziando Papa Francesco “che non si stanca di richiamare l’attenzione del mondo sulla natura, dono del Creatore”.

“Emerge così la centralità dell’ecologia umana – ha spiegato il card. Bagnasco -, che consiste nel riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona: se l’uomo si degrada, infatti, si degrada anche l’ambiente in cui vive”. Il presidente del Ccee ha quindi citato L’enciclica Laudato sì: “Quando non si riconosce (…) l’importanza di un povero,  di un embrione umano, di una persona con disabilità – per fare solo alcuni esempi – difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa”.

Concetti e impegni approfonditi anche nell’intervista che il card. Bagnasco ha rilasciato ai microfoni di VaticaNews:

R. – Il Signore ha creato il mondo, l’universo e al vertice l’uomo, secondo il suo disegno, il suo pensiero. Qui sta la verità del cosmo e sta la verità innanzitutto dell’uomo. Fuori dalla luce di Dio l’uomo non riesce a trovare la sua verità profonda e così anche la verità bella, grande del cosmo, del creato in se stesso. Quindi tutto nasce dalla luce di Dio, cioè dal pensiero di Dio che si è incarnato in Gesù Cristo. Ritornare a Dio significa ritornare alla verità delle cose, innanzitutto alla verità dell’uomo e quindi della sua casa che è il mondo.

La sua riflessione si è soffermata anche sulla centralità dell’ecologia umana che consiste nel riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona…

R. - La verità dell’uomo è quella che sta alla base di tutta l’ecologia universale perché se l’uomo non riconosce e non rispetta se stesso, e quindi gli altri, sarà difficile che rispetti anche le cose che ha intorno. Perché se non si abitua con umiltà, con semplicità, con gioia, a riconoscere se stesso, la sua abilità, il suo valore, nella fragilità del suo essere umano, come farà a riconoscere, ad avere l’attitudine, l’abitudine mentale, spirituale, di cuore, a riconoscere e a rispettare la verità dell’ambiente? Le due cose sono intimamente legate. Un’antropologia piatta farà un creato, una natura piatta, è inevitabile, di basso profilo e di sfruttamento.

Lei ha parlato di un rapporto di alleanza cosmica?

R. – Per alleanza cosmica intendo non solamente gli astri, l’aria, il cielo, la terra, ma sempre a partire dai rapporti umani, altrimenti non sarebbe cosmica questa alleanza. La persona è in relazione perché proviene da Dio che è in relazione all’interno – Padre, Figlio e Spirito Santo - e quindi l’uomo porta l’impronta del Padre che l’ha creato, come noi persone umane portiamo l’impronta dei nostri genitori. Dio è amore, è relazione, non è chiusura in se stesso, non è isolamento. Quindi l’uomo è destinato, è fatto per vivere in relazione innanzitutto con i suoi simili ma non solo, con tutto quello che Dio ha creato proprio in funzione della persona umana. Ecco l’alleanza cosmica: l’uomo crea, può creare con se stesso, con gli altri e con il mondo esterno un rapporto di alleanza, un patto. Mi pare che questa prima preghiera ecumenica per il creato, qui ad Assisi, sia un segno molto bello, di grande speranza, promettente, un grande rilancio di quello che il Santo Padre spesso ricorda e cioè questa visione religiosa del Creato perché se non è religiosa si fa molta più fatica ad avere un rapporto di alleanza.

Ascolta l'intervista integrale al Cardinale Bagnasco

L’archimandrita Fasiolo: umiliazione e riconciliazione

Anche la giornata di ieri è stata segnata da importati riflessioni. Tra queste, quella delll’archimandrita Athenagoras Fasiolo, rappresentante del Patriarcato Ecumenico. VaticaNews lo ha intervistato per comprendere pianamente qual è il contributo della chiesa ortodossa a questa Prima preghiera ecumenica per il creato:

R.  – La grande importanza sua santità il patriarca ecumenico e tutta la Chiesa di Costantinopoli danno a ogni iniziativa, ovunque, nel mondo, si faccia per la salvaguardia del creato. Tanto più un evento fatto qui ad Assisi con la partecipazione di tutte le grandi famiglie cristiane, almeno le più importanti, dal Consiglio Mondiale delle Chiese alle altre… Crediamo sia necessario che esista una reciproca responsabilità tra le Chiese per essere testimoni verso il mondo per una corretta salvaguardia del creato.

“Contribuire attraverso i mezzi spirituali a proteggere la creazione di Dio”, questo uno dei passaggi del suo intervento di ieri…

R. - Certamente è necessario. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo cristiani e come tali abbiamo un dovere di fronte a Dio. Non siamo semplicemente o eventualmente degli scienziati che da un punto di vista prettamente scientifico, oserei dire umano, guardano la creazione. Noi dobbiamo guardare la creazione attraverso gli occhi della sacralità che Dio ha dato ad essa. Sacralità della creazione significa guardarla attraverso le necessità dell’uomo. Se non abbiamo attenzione per l’essere umano, per l’umanità nel suo insieme, come potremo avere attenzione per la creatura di Dio che è il creato? Siamo tutti parte del creato.

Ha posto in risalto anche due temi, due aspetti: l’umiliazione e la riconciliazione per guardare alla tutela del creato…

R. - Certo, come diceva il grande concilio della Chiesa ortodossa a Creta, noi siamo economi, custodi, non siamo coloro che devono sfruttare il creato. Per cui, serve che ci umiliamo come umanità intera di fronte al creato … D’altra parte se leggiamo bene il libro della Genesi, l’uomo arriverà alla fine, dopo che Dio ha creato tutto, lo ha creato per il bene dell’uomo e da quel creato noi siamo usciti, anime viventi assieme agli animali, a tutto ciò che Dio ha dato per noi. Però cosa abbiamo fatto? L’uomo si è posto oggi al posto di Dio. Quindi dobbiamo umiliarci. Umiliarci significa accettare quello che il creato ci dà e il modo con cui ci fa capire che soffre e a quel punto possiamo riconciliarci con esso ma riconciliarci con il creato significa riconciliarci con noi stessi, gli uni gli altri, riconciliarci con il creato di Dio, alla fine riconciliarci con Dio. Se l’uomo ma anche noi come cristiani, non riscopriamo proprio questo concetto di sacralità, tutto diventa a nostro uso e consumo.

Ascolta l'intervista integrale all'archimandrita Fasiolo

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01 settembre 2018, 14:43