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L'incontro tra Bartolomeo e Kirill L'incontro tra Bartolomeo e Kirill  (AFP or licensors)

Incontro Bartolomeo-Kirill. Enzo Bianchi: passo avanti nel dialogo

Per Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, l’incontro al Fanar ha avuto un carattere inedito e assai incoraggiante per il dialogo nel mondo ortodosso

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

“Una ripresa del dialogo ma con un balzo in avanti verso la pacificazione dell'ortodossia". Così, Enzo Bianchi, fondatore della Comunità ecumenica di Bose, definisce l’incontro fra Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte la Russia, che si è svolto il 31 agosto al Fanar di Istanbul.

Un gesto fraterno

“E’ molto importante – spiega Bianchi – che sia stato proprio Kirill a volersi recare a Istanbul. L’iniziativa partita da Mosca mostra da un lato la preoccupazione per i rapporti fra le chiese che a volte diventano difficili. Ma, allo stesso tempo, è il riconoscimento che a Costantinopoli c’è un’autorità di primato all’interno delle chiese ortodosse, alla quale Kirill ha chiesto di essere ascoltato per potersi confrontare”. “Si tratta perciò di un gesto assai importante – prosegue il fondatore di Bose – poiché non è solo di dialogo, di confronto, per le difficoltà che ci sono nell’ortodossia a livello di giurisdizione, ma soprattutto un gesto fraterno finora mai avvenuto”. “Quella di Mosca è la chiesa ortodossa più ampia, circa 200 milioni di cristiani ortodossi, ed ha quindi la più vasta presenza nel mondo. Dunque, il gesto di Kirill di chiedere udienza a Bartolomeo, per esaminare insieme i problemi all’interno delle giurisdizioni ortodosse, è un fatto importante”.

Solo nel dialogo

“Non dobbiamo mai dimenticare – spiega Bianchi – che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da frizioni, da qualche incomprensione fra i due patriarcati: specie dopo la scelta della Chiesa ortodossa russa di non partecipare al Concilio panortodosso di Creta. Quindi, l’incontro del 31 agosto non significa solo una ripresa del dialogo. E’ in realtà un vero e proprio balzo in avanti in cui si riconosce che solo dialogando, nel reciproco riconoscimento delle rispettive autorità ecclesiali, è possibile pacificare l’ortodossia là dove si sono tensioni, come attualmente in Ucraina”.

Sinfonia ecclesiale

“Certamente dell’eventuale decisione di concedere l’autocefalia alla Chiesa ortodossa locale, Bartolomeo e Kirill hanno discusso – conclude il monaco di Bose – non sappiamo ciò che si sono detti, ma dai comunicati ufficiali possiamo affermare che tutto si è svolto in un clima fraterno e di ascolto reciproco e che, qualunque sarà la decisione, sarà una decisione sinfonica presa dalle due chiese, in cui mai appaia che una è contro l’altra”.

Ascolta l'intervista ad Enzo Bianchi
04 settembre 2018, 07:39