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Card. Nichols: su abusi è importante ammettere fallimento vescovi

Il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, a Roma per la visita ad Limina dei vescovi che venerdì incontreranno il Papa, parla della nuova inchiesta sugli abusi, indipendente rispetto alle strutture già esistenti nella Chiesa

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Saranno in udienza dal Papa venerdì prossimo i vescovi di Inghilterra e Galles, in occasione della loro visita ad Limina. Impegnati in questi giorni negli incontri nei dicasteri vaticani, i presuli guidati dal cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo metropolita di Westminster, si soffermano sull’annuncio di una nuova inchiesta indipendente rispetto alle strutture già esistenti che in questo momento prevengono gli abusi sui minori nella Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles. “Questo è senz’altro un momento molto importante, non soltanto per coloro che sono stati feriti nell’intimo della propria vita, a causa degli abusi sessuali sui minori, ma anche perché dobbiamo guardare con occhi chiari il fallimento dei nostri vescovi”, spiega il cardinale Nichols a Vatican News (Ascolta l'intervista al cardinale Nichols).

Un’inchiesta indipendente sugli abusi

“Le situazioni sono complesse ed è difficile trovare la strada giusta, ma questi sono stati fallimenti nostri e ciò è importante”, prosegue il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, riferendo che i vescovi ritengono come adesso, dopo l’impegno degli anni scorsi, “sia il momento giusto per riflettere di nuovo e per avere una inchiesta indipendente. E - aggiunge - dobbiamo ascoltare la voce delle vittime e di quelli che sono sopravvissuti alle conseguenze degli abusi”.

Il dialogo con gli anglicani

Col Pontefice, il 28 settembre, parleranno anche delle molteplici sfide della Chiesa di Inghilterra e Galles, in una realtà multiculturale, multietnica e multireligiosa. A proposito del dialogo con gli anglicani, nella visita del 2017 alla chiesa anglicana di All Saints a Roma, Francesco invitò a “superare pregiudizi e ostilità” e a “gemellarsi” per aiutare i poveri. “Per noi - spiega il porporato - c’è una cooperazione pratica quotidiana e questa è una cosa che adesso consideriamo ‘normale’: è normale che parliamo insieme, preghiamo insieme, lavoriamo insieme per la causa dei poveri. Al contempo cerchiamo una cooperazione maggiore sulla questione della missione della Chiesa e dell’annuncio del Vangelo”, anche tra i giovani, alla vigilia del Sinodo dei vescovi che inizierà il prossimo 3 ottobre.

26 settembre 2018, 15:17