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Il patriarca Bartolomeo I e il patriarca Kirill Il patriarca Bartolomeo I e il patriarca Kirill  (AFP or licensors)

Incontro tra i Patriarchi ortodossi. Mons. Coda: cattolici attenti e in preghiera

Una tappa importante quella di oggi al Fanar a Istanbul dove il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, ha voluto incontrare il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. Ne abbiamo parlato con mons. Piero Coda della Commissione mista internazionale per il dialogo

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 

Attenzione, speranza, rispetto e preghiera: è così che la Chiesa cattolica segue l'incontro in programma oggi al Fanar a Istanbul, tra i Patriarchi di Mosca e Costantinopoli. Ne parla a Vatican News mons Piero Coda, preside dell'Istituto universitario Sophia e membro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse nel loro insieme.

La questione ucraina

La molla che ha fatto scattare la necessità di questo incontro è stato sicuramente l'accentuarsi, spiega mons. Coda, della situazione di difficoltà in Ucraina, e l'eventualità di decidere o meno per una eventuale autocefalia per la Chiesa ortodossa nel Paese. Mons. Coda valuta in modo molto positivo che la decisione di vedersi al Fanar in un clima di dialogo, sia partita dal Patriarcato di Mosca, proprio viste le difficoltà e le tensioni passate, in primis l'assenza inattesa del patriarca Kirill nel 2016 al primo Sinodo panortodosso tenutosi a Creta.

Rilevanza geopolitica

Nelle parole di mons. Coda anche il peso geopolitico che una eventuale soluzione raggiunta nel dialogo di oggi, potrà avere su tutta l'area dell'est europeo e il ruolo di stabilità anche sociale che svolge il cammino unitario delle Chiese. "In quella sorta di terza guerra mondiale a pezzi di cui parla Papa Francesco - sottolinea - i cristiani sono chiamati a un soprassalto di fede in Cristo, artefice della pace, e di crescita nella comunione in vista della piena unità".

Semi di fraternità tra cristiani

Quanto al modo con cui la Chiesa cattolica guarda a questo incontro mons. Coda parla di "attenzione", "speranza", "rispetto" e della "volontà di gettare sempre semi di fraternità". Mons Coda sottolinea quindi il significato specifico di "sinodalità" quale "cammino paziente da compiere insieme" - come rilanciato in particolare dal pontificato di Papa Francesco -  "un ritrovarsi tra diversi, ma uniti nell'unico battesimo, nell'unica fede in Cristo per discernere cosa lo Spirito Santo ci chiede a servizio della pace e della giustizia".

 

 

31 agosto 2018, 11:01